I Libri più venduti nelle “Librerie Giunti”

“L’arte di essere fragili” di Alessandro D’avenia, “La lingua geniale” di Andrea Marcolongo e “Animali fantastici e dove trovarli” di J.K. Rowling sono i primi in classifica questa settimana ripetitivamente nella narrativa, nella saggistica e nelle pubblicazioni dedicate a bambini e ragazzi.

recensioni a cura di Antonio Tore

L’arte di essere fragili
Questo libro non può essere considerato un romanzo né un saggio. In queste pagine Alessandro D’Avenia racconta il suo metodo per la felicità e l’incontro decisivo che glielo ha rivelato: quello con Giacomo Leopardi.
L’autore non accetta l’immagine che tutti hanno sempre avuto di Leopardi, frettolosamente inquadrato come uomo e poeta pessimista e sfortunato. Fu invece un giovane uomo affamato di vita e di infinito, capace di restare fedele alla propria vocazione poetica e di lottare per affermarla, nonostante l’indifferenza e perfino la derisione dei contemporanei.
Nella sua vita e nei suoi versi, D’Avenia trova illuminazioni e provocazioni, nostalgia ed energia vitale. E ne trae lo spunto per rispondere ai tanti e cruciali interrogativi che da molti anni si sente rivolgere da ragazzi di ogni parte d’Italia, tutti alla ricerca di se stessi e di un senso profondo del vivere. Domande che possono orientare la nostra esistenza. La sfida è lanciata: Leopardi ha trovato nella poesia la sua ragione di vita, e noi? Qual è la passione in grado di farci sentire vivi in ogni fase della nostra esistenza? Quale bellezza vogliamo manifestare nel mondo, per poter dire alla fine: nulla è andato sprecato?
Alessandro D’Avenia porta a compimento l’esperienza di professore, la passione di lettore e la sensibilità di scrittore per accompagnarci in un viaggio esistenziale sorprendente. Dalle inquietudini dell’adolescenza – l’età della speranza e dell’intensità, nei picchi di entusiasmo come negli abissi di tristezza – passiamo attraverso le prove della maturità – il momento in cui le aspirazioni si scontrano con la realtà –, per approdare alla conquista della fedeltà a noi stessi, accettando debolezze e fragilità e imparando l’arte della riparazione della vita. Forse, è qui che si nasconde il segreto della felicità.

La lingua geniale
Il greco antico è «una lingua che serve ad esprimere un’irripetibile idea di mondo». Le parole dell’autrice, Andrea Marcolongo, servono a capire questa idea di mondo e per trasmettere una passione.
Ne scrive in modo non accademico, suscitando interesse per una lingua più viva e necessaria che mai, che consente di «dire cose complesse con parole semplici, vere, oneste». Nonostante i suoi risultati scolastici non fossero esaltanti, l’autrice si è innamorata della lingua greca antica e si è ostinata non solo a capirlo, a volerlo sapere, ma anche a raccontarlo.
Ha prodotto un atto d’amore per i classici e l’antichità, con il quale aiuta i ragazzi a scoprire che il greco antico non è una tortura di eccezioni da imparare a memoria, ma un insieme di stravaganze linguistiche che aiutano a dire e a pensare. E se le si chiede come spiega il successo del suo libro, risponde che è un mistero anche per lei, ma che forse «piace il tono colloquiale, non da professoressa in cattedra». E perché, come scriveva Virginia Woolf, «è al greco che torniamo quando siamo stanchi della vaghezza, della confusione, e della nostra epoca».
Una delle nove ragioni per amare la lingua viene spiegata dall’autrice come il greco antico aveva un altro modo di considerare il tempo e il suo effetto sulla vita umana – e dunque sul modo di raccontare il mondo: non si chiedeva mai quando una cosa accade, ma come accade. Era una lingua che non prestava particolare cura alla disposizione temporale delle azioni, ma alle loro conseguenze.

Animali fantastici e dove trovarli
Siamo nell’anno 1926 nella città di New York: un tempo e un luogo in cui le vicende di un manipolo di persone – e creature – determineranno il destino di molti.
Tra questi spiccano: Newt Scamander, il primo (e forse unico) Magizoologo, la cui lotta per la protezione delle creature magiche del mondo prende una piega preoccupante quando alcuni tra i più, potremmo dire, spaventevoli animali da lui accuditi scappano in città. Tina Goldstein, una giovane (ex) Auror americana, impiegata al Ministero della Magia degli U.S.A., che vuole disperatamente riscattarsi da un incidente dovuto a uno scatto d’ira, e sicura che il movimento puritano antimagia Second Salem sia covo non solo di pregiudizi, ma del Male stesso. Queenie Goldstein, la bella e impertinente sorella di Tina, capace di leggere nel pensiero. E Jacob Kowalski, un veterano (e No-Mag), che vuole solo aprire una pasticceria per poter vendere i suoi amati babà. Gli appassionati della geniale fantasia di J.K. Rowling riconosceranno in ogni pagina il suo umorismo, la sua incredibile creazione di un universo magico, e la sua profonda empatia e comprensione verso ogni tipo di persona (dotata o meno di bacchetta magica).
Nomi quali Silente e Grindelwald fanno da ponte tra questa storia e quelle di Harry Potter, e i lettori saranno felici di entrare in contatto con una nuova e persino più approfondita comprensione del mondo che ha ereditato.
Ma questa è un’avventura che vive di vita propria, e che lascerà senza fiato.
L’autrice ha scritto questo libro a scopi benefici: infatti circa l’80% del prezzo di copertina di ogni copia viene devoluto ai bambini poveri di tutto il mondo tramite l’associazione benefica Comic Relief.

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