Malessere tra i lavoratori del CRS4 per atteggiamento dei vertici

Sfocia nello stato di agitazione il malessere diffuso fra i lavoratori del Crs4 che ieri si sono riuniti in assemblea nella sede di Pula. La posizione della Cgil

di Antonio Tore

“Al Centro di ricerca, sviluppo e studi superiori della Sardegna, il clima è teso da tempo ma nessun segnale distensivo è arrivato dalla nuova presidenza che, anzi, sembra voler perseverare negli errori del passato.

E’ articolato l’elenco delle contestazioni messe in fila dalle rsu Fiom Cgil insieme ai  lavoratori al termine dell’assemblea che ha proclamato lo stato di agitazione come primo passo di una mobilitazione che non si fermerà se non si avranno segnali di apertura.

Il nuovo piano industriale, calato dall’alto, senza alcun confronto, presenta più di una falla: “Stravolge l’organizzazione del lavoro – spiega il documento sindacale siglato ieri – viola il contratto collettivo di settore (quello metalmeccanico) e l’integrativo, e apre persino la strada a un possibile demansionamento del personale coinvolto”.

La Fiom considera del tutto insufficienti le politiche di gestione dei precari e chiede “un piano di stabilizzazione dei colleghi che lavorano con contratti a tempo anche da dieci  anni, in totale dispregio di tutte le norme contrattuali previste”. A sostanziare la protesta le continue violazioni del contratto e i numerosi atti unilaterali di modifica o annullamento di accordi sindacali sottoscritti, senza alcuna giustificazione e senza alcun confronto con le rappresentanze dei lavoratori.

Sono insomma molto gravi le azioni dei vertici del Crs4 che hanno portato alle decisioni di ieri: quel che è emerso – vista la grande partecipazione, il tenore degli interventi, il clima generale che si respira nel lavoro quotidiano –  è che la misura è colma e la Fiom attende un netto segnale di cambiamento. Prima di tutto, la disponibilità al dialogo, con l’obiettivo di superare questa fase e con l’auspicio di costruire una prospettiva nella quale i circa 120 lavoratori possano continuare a garantire qualità e competitività al Crs4″.

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