Mancano i tesserini alle Guide turistiche della Sardegna

Di Achille Tocco

Sono trascorsi circa 10 mesi da quando hanno conseguito l’abilitazione professionale e ora le Guide Turistiche che si sono abilitate in Sardegna fra il 2017 e i primi mesi del 2018 chiedono a gran voce che l’Assessorato del Turismo della Regione Autonoma della Sardegna rilasci i tesserini di riconoscimento per l’esercizio della professione. A nulla sono valsi i tanti solleciti inviati alla Regione da decine di aventi diritto da ogni parte della penisola.

Non si comprende il perchè di questo ingiustificato ritardo che, solo in part, può essere stato causato dalle modifiche legislative che ci sono state come ad esempio il passaggio delle compenze per il rilascio dei tesserini dalle province alla Regione. Attualmente la professione è disciplinata dall’art.3 del d.l. 97/2013 (entrato in vigore il 4/09/2013) legge che l’Italia ha dovuto emanare a seguito del caso EU Pilot 4277/12/MARK contenuto nella XVII legislatura D.l. A.S. n. 588 riguardante le disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea- Legge europea 2013 (16/05/2013).

In questo momento il settore è in agitazione anche per altri motivi primo fra tutti il trasferimento del Turismo dal Ministero dei beni e attività cultuarli al’Ministero dell’agricoltura e poi, per la tanto attesa normativa di riordino della professione che vede il settore delle Guide diviso fra coloro che vogliono che le Guide esercitino nel territorio in cui hanno conseguito l’iscrizione e coloro che affermano che questo è un retaggio storico che tende a consolidare le rendite di posizione e sono favorevoli alla spendibilità del titolo in tutto il territorio nazionale e europeo.

Personalmente siamo convinti che il Turismo meriti un Ministero a se stante e che  le chiusura territoriale delle professioni turistiche sia un passo indietro, non solo da un punto di vista costituzionale per palese violazione dell’art. 3, ma anche per ragioni pratiche e di puro buon senso. Infatti che senso ha limitare l’accesso delle Guide turistiche fra le regioni italiane e permettere alle Guide straniere di operare in ogni dove?  In altre parole perchè impedire a una Guida Turistica della Sardegna di lavorare a Roma, Napoli, Venezia o Milano o farla decidere di lavorare in Sardegna o all’estero?

Una delle vere ragioni di questa diatriba è riferita alla tutela di vere e proprie rendite di posizione che le “Guide più anziane” hanno creato nei vari territori regionali e con la scusa di una profesisonalità, di etica e rigore, che spesso è da dimostrare, tendono a proteggere il propio orticello evitando “scomode concorrenze” che al contrario impongono a tutti di elevare i propri contenuti professionali e sopratutto di aggiornarli anche in chiave comportamentale e relazionale.

In tutto questo il possesso del tesserino ha una grande importanza perchè è l’unico documento che leggittima l’esercizio della professione e visti i continui attacchi da parte delle “vecchie guide” che tendono a impedire, con mille pretesti,  di far lavorare le giovani Guide, tutto questo ingiustificato ritardo e ambiguo silenzio dal parte della RAS non migliora di certo le cose.

 

 

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