I professori sardi si ribellano alla decisione della Ministra Fedeli per le docenze di sostegno

La direttiva vieterebbe ai docenti di insegnare le materie di sostegno senza essere in possesso dell’abilitazione ad hoc

 di Annalisa Pirastu

Il ministro dell’istruzione Valeria Fedeli con una decisione senza precedenti, vieterebbe ai docenti di insegnare le materie di sostegno senza essere in possesso dell’abilitazione ad hoc. La decisione  rischia di sconvolgere gli organici della scuola. Sinora l’Ufficio scolastico regionale grazie a una contrattazione sindacale, consentiva ai professori sardi assunti con la Buona Scuola, Fasi B e C, di insegnare per un anno vicino al proprio luogo di residenza.

 

A rendere manifesta la decisione del Ministro con le sue paventate conseguenze sono i docenti di Tecnologia delle medie che, come vincitori di concorso sono stati assunti con il decreto Buna Scuola Fase B, ma assegnati a sedi distanti dal loro luogo di residenza.

Il problema non è nuovo, già l’anno precedente centinaia di docenti si erano dovuti trasferire lontano dalla Sardegna per un incredibile errore nell’algoritmo ministeriale. Proprio in seguito a questo errore lo scorso agosto si era siglato l’accordo tra sindacati e Ufficio Scolastico Regionale per consentire ai docenti penalizzati di non allontanarsi da casa.

Adesso si è di nuovo al punto di partenza perché gli stessi insegnanti rischiano di non godere più di questa eccezione in deroga.

Si rivolgono quindi alla Uil scuola per veder protetto il loro diritto a continuare come l’anno passato. Il ministro Fedeli però ha già provveduto a eliminare le assegnazioni in via temporanea, scavalcando la contrattazione regionale e mettendo quindi un diniego a una proroga a questa eccezione precedente.

 A riprova della peculiarità della Sardegna non sempre tenuta in conto dai Ministeri di Roma, bisogna evidenziare che su 5.000 studenti sardi a cui viene assegnato il sostegno, sono la metà vengono realmente assistiti da docenti abilitati. Significa che 2.500 studenti disabili non avranno un insegnante che li seguirà nel loro percorso alternativo a seguito di questa decisione. Dunque se le cattedre avranno il docente vacante per mancanza di requisiti,  come si potrà ovviare?  Con un paradosso: i docenti di ruolo non avranno diritto ad occuparle ma poiché non si possono mandare a spasso 2500 ragazzi e ragazze che necessitano di un insegnante di sostegno, ci penseranno i supplenti, cioè gli insegnanti non di ruolo.

Peccato però che molti di loro non avranno la necessaria abilitazione.

 

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