Regione: “Ci sono le risorse per le zone umide sarde”

L’assessora della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano ha ribadito che ci sono le risorse per le zone umide, oggi nel suo intervento durante il convegno al Parco Molentargius per la “Giornata Mondiale Zone Umide”. Ha anche sottolineato che lo stanziamento annuale del Parco di Molentargius è rimasto invariato per un totale complessivo di 1,6 milioni

di Sergiu Atzeni

“La Giunta regionale ha ben chiara la potenzialità del capitale naturale del parco di Molentargius. All’interno del Programma Regionale di Sviluppo le aree umide sono infatti considerate essenziali sia come bene comune sia come risorsa strategica per la competitività delle imprese inserite nel territorio. Al contempo portiamo avanti un forte coordinamento regionale per raggiungere gli obiettivi prefissati, primo su tutti la riqualificazione del sistema delle acque”. Così l’assessora della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano nel suo intervento di questa mattina, al Parco Molentargius, nell’evento per la Giornata Mondiale Zone Umide organizzato dal Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline in collaborazione con L’Associazione per il Parco Molentargius-Saline-Poetto.

LE RISORSE. Diverse le fonti di finanziamento per la valorizzazione delle zone umide. “Lo stanziamento annuale del parco è rimasto invariato per il totale complessivo di 1,6 milioni – ha detto l’esponente dell’Esecutivo regionale –. L’Accordo di programma quadro, con i 15 milioni della fase 1, rappresenta il finanziamento più importante trattandosi di fondi destinati in gran parte al ripristino circolazione acque salate”.
Altre fonti comunitarie risiedono nel POR FESR 2014-2020: “Lo scorso anno – ha proseguito – abbiamo infatti programmato 21 milioni, dei quali 1,5 per la fruizione turistica del Molentargius, finalizzati cioè a recuperare per fini turistici e didattici gli edifici appartenuti al patrimonio delle ex Saline di Stato oggi in pessimo stato e con coperture in amianto. Quindi, per le zone umide esiste un’altra linea da 18 milioni su progetti di tutela di aree protette e con il Patto per la Sardegna per valorizzare le attività produttive altri 20 milioni”.

STRATEGIA DIVERSIFICATA. A giugno dello scorso anno l’Assessorato della Difesa dell’Ambiente ha inoltre predisposto un specifico documento di programmazione per la tutela della biodiversità e per la Rete Natura 2000, il PAF (Prioritized Action Framework). “Abbiamo preparato il PAF per il quadro di azioni prioritarie e un’importante delibera sui CEAS, i Centri di educazione all’ambiente e alla sostenibilità, che stabilisse l’indirizzo forte da parte regionale sull’economia circolare e sul ciclo dei rifiuti. A tutto questo dobbiamo aggiungere i progetti Life in corso e il Programma Operativo Italia-Francia Marittimo: tutti vedono coinvolti i parchi”.

INTERVENTI NAZIONALI. Sul nuovo disegno di legge che riguarda anche i parchi Donatella Spano è intervenuta la scorsa settimana in audizione alla Camera, in qualità di presidente della Commissione Ambiente nella Conferenza delle Regioni. In particolare ha proposto la pianificazione e regolamentazione nelle aree contigue, per evitare conflitti tra parchi e comunità locali limitrofe, e di unificare la definizione di “parco naturale” (nazionale o regionale) sotto il profilo delle caratteristiche naturali, dei valori tutelati, degli obiettivi perseguiti, lasciando alla differente rilevanza degli interessi da tutelare il solo parametro che distingue il parco nazionale da quello regionale.

VISIONE E COINVOLGIMENTO SINDACI. “Sull’idea del grande parco del Molentargius e di Santa Gilla – ha spiegato l’assessora Spano – la Giunta ha fornito l’indirizzo. Ho poi riunito i sindaci e informato sui passi da compiere, primo su tutti il volere delle popolazioni che le Amministrazioni devono accogliere con l’obiettivo di stabilire la perimetrazione secondo un processo orizzontale. Per il necessario raccordo tra le diverse politiche territoriali, paesaggistiche, ambientali, sanitarie, produttive e di protezione civile – ha concluso – è stato attivato il Tavolo di coordinamento interassessoriale il cui lavoro proseguirà nel corso di quest’anno e permetterà di integrare la pianificazione regionale settoriale con la strategia di adattamento ai cambiamenti climatici”.

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