Rendiconto 2016 della Regione, Paci controbatte alla relazione della Corte dei Conti

“La Regione ha raggiunto ottimi risultati, nonostante i forti vincoli esterni. Massimo impegno per fare sempre meglio”, le parole di Paci. Migliora il disavanzo della spesa sanitaria

di Antonio Tore

 

Facendo riferimento al rendiconto 2016 della Regione, la consigliera della sezione controllo della Corte de Conti, Maria Paola Marcia, ha posto in evidenza le criticità sugli assestamenti di bilancio approvati dall’Ente, nell’esame del giudizio di parificazione dei conti della Regione.

Tale assestamento, secondo la Corte, ha prodotto uno scostamento del 20% tra previsione iniziale e finale sui crediti da riscuotere e sulla contabilità armonizzata. La spesa sanitaria, invece, è in controtendenza e registra un miglioramento grazie ai fondi regionali e, quindi, in diminuzione rispetto all’esercizio precedente.

La consigliera ha evidenziato anche “una decisa sofferenza nella fase di riscossione, ovvero criticità nell’attività amministrative di determinazione dell’esercizio di esigibilità dei crediti”.

Non si è fatta attendere la reazione dell’assessore Paci, che ha dichiarato: “È una relazione particolarmente severa, che noi prendiamo come stimolo a fare sempre meglio, ma ricordo che ci sono vincoli esterni che rendono difficile e a tratti impossibile procedere con la rapidità e l’efficacia che per primi vorremmo, dal blocco dei turn over all’impossibilità di ricorrere a consulenze sul bilancio armonizzato”.

“Ci sono norme del bilancio armonizzato di non facile lettura, sia nella interpretazione che nella applicazione, e indubbie difficoltà ad affrontare i cambiamenti organizzativi che dall’armonizzato derivano: lo dimostra il fatto che lo Stato pretende dalle amministrazioni regionali il bilancio armonizzato ma per se stesso continua a rinviarlo. La Sardegna sul bilancio armonizzato non ha fatto sperimentazione, ci siamo trovati di fronte a norme nuove e complesse, spesso farraginose, e da questo sono dipesi i ritardi. Il 2016 è stato poi un anno particolarmente complicato – ha ricordato Paci – perché dopo la sentenza della Corte abbiamo dovuto modificare ben quattro leggi, nonostante la gestione 2016 fosse ormai chiusa e corretta, per la contestazione di un aspetto che riguardava 31 milioni e, ricordo, era puramente formale e non intaccava in alcun modo nella sostanza la legge di bilancio. Ma nonostante questo, abbiamo raggiunto risultati importanti: forte abbattimento del debito regionale, certezza delle entrate, tempi più rapidi nei pagamenti, forte riduzione dell’abbandono scolastico, impegno sulle politiche sociali come nessun altra regione italiana, certificazione di tutti i fondi europei della programmazione 2007-2013”.

Il vicepresidente della Regione ha poi sottolineato la necessità di chiarire nel merito alcuni aspetti evidenziati nella relazione perché, al di là del controllo formale, ci sono una serie di valutazioni su cui è importante fare chiarezza.

SPESA FONDI EUROPEI – “La Regione ha speso e rendicontato tutte le risorse della programmazione 2007-2013. E lo ha fatto esattamente nei tempi previsti dalla normativa europea – ha spiegato Paci -, senza neanche un giorno di ritardo: la normativa prevedeva che si potesse rendicontare fino a marzo 2017, e noi abbiamo rendicontato tutti i fondi nei tempi previsti. Per quanto riguarda il ciclo 2014-2020, di fatto si è partiti nel 2016, perché prima di partire è necessario definire tutte le procedure gestionali. Quindi difendo con forza l’operato della Regione sulla precedente programmazione con la consapevolezza che bisogna ora dare una forte accelerata all’attuale programmazione”.

STANZIAMENTI PER PROGRAMMI DI SPESA – “Nella relazione emerge che su alcuni capitoli gli stanziamenti sarebbero ridotti rispetto al passato. Distinguendo fondi regionali, statali ed europei si potrà facilmente notare che non solo non ci sono stati tagli dalla Regione ma, in alcuni casi, invece, forti incrementi, per esempio sui trasporti. Ma faccio anche l’esempio di Iscol@: 250 milioni di euro stanziati e spesi, per intervenire sull’edilizia prima e sulla qualità della formazione subito dopo. Sulla scuola abbiamo investito con tutte le nostre forze, e le percentuali della dispersione scolastica ci confortano e spingono ad andare avanti: l’abbandono che secondo l’Istat era in Sardegna del 25,1% nel 2011, peggiore regione in Italia, è calato al 18,1% nel 2016, meglio della media del Mezzogiorno. Certo c’è ancora molto da fare, e lo faremo con la stessa determinazione usata finora”.

DEBITI, MAI RISULTATI COSI’ POSITIVI – “Sull’indebitamento complessivo della Regione abbiamo ottenuto risultati complessivi molto importanti, ma il confronto solo fra 2015 e 2016 non può dare un’idea sufficientemente completa di quello che stiamo facendo per il risanamento dei conti pubblici della nostra regione. I residui passivi, ovvero le somme da pagare, sono passati da 5 miliardi del 2013 a 3,2 miliardi del 2016; i residui attivi, cioè le somme da incassare, da 4 a 3,7 miliardi. Questo significa che invece di avere un debito occulto di 1 miliardo come nel 2013, la Regione nel 2016 ha registrato un attivo di 500 milioni. Le perenzioni sono calate da 2,3 a 1,3 miliardi. La percentuale fra impegni di spesa e stanziamenti è migliorata passando all’82,1% del 2016 dal 76,7% del 2015. I tempi di pagamento sono molto migliorati e sono inferiori rispetto alla media nazionale. Sono numeri che parlano chiaro – ha sottolineato Paci -, frutto di un duro e non facile impegno quotidiano, anche per garantire ai cittadini sardi la massima trasparenza”.

ENTRATE – “Abbiamo certezza delle entrate, che sono aumentate, e abbiamo ottenuto regole chiare con la chiusura delle norme di attuazione”, ha ricordato Paci. “La Corte sollecita la capacità della Regione di ottenere tutte le risorse che ci spettano. E questo è un impegno quotidiano, dal primo giorno e ogni giorno, dei miei uffici e mio personale. Un impegno che si concretizza con lettere formali, impugnazioni di leggi che riteniamo ingiuste, richiami di sentenze, incontri e confronti. Ma sugli accantonamenti non siamo stati ascoltati, e oltre alla strada del diritto e della pressione politica non ne conosciamo altre percorribili. Certamente se avessimo quelle risorse in più avremmo una situazione migliore. Ma sul banco degli imputati dovrebbe starci il Ministero, con tutto l’apparato che spesso non rispetta i patti con la Regione. Continueremo nella nostra battaglia, proseguiremo nel governare la Regione con il massimo dell’impegno perché vogliamo vedere i risultati, oltre alle spese: per questo apprezziamo le sollecitazioni che arrivano dalla Corte dei Conti. Sono convinto che ogni pezzo delle istituzioni possa dare il suo contributo – ha concluso Paci -, rispettando ciascuno il proprio ruolo ma con il comune obiettivo di dare risposte rapide ai nostri cittadini”.

 

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