Richiesta di un tavolo sul futuro della Laguna di Santa Gilla

di Roberta Manca

Positiva iniziativa dell’Assessore comunale alle attività produttive, Turismo e Promozione del Territorio Dott. Alessandro Sorgia che ha scritto una lettera al Presidente della Giunta della Regione Autonoma della Sardegna On. le Christian Solinas e all’Assessore all’Agricoltura e Riforma Agro pastorale On. le Gabriella Murgia per sollecitare la costituzione di un tavolo per discutere dei vari problemi che colpiscono questo importante compendio lagunare.

Come purtroppo è noto il più importante compendio lagunare della Sardegna, per estensione, quantità e tipologie di forme di vita nonché caratteristiche storico-archeologiche, da anni è al centro di una serie di problemi irrisolti che investono molteplici ambiti economici, produttivi, ambientali, turistico culturali, sportivi e ricreativi.

In primo piano di pongono i problemi dei pescatori e delle criticità ambientali di cui sono colpiti, alluvioni, siccità e, purtroppo, da circa un anno anche dalla pandemia.

Antica fotografia che ritrae l’ingresso nella laguna di Santa Gilla, lato mare: La torre della IV regia a sa Scafa

Sotto altro aspetto la Laguna è una risorsa che ha un grande valore in termini di fruizione socio culturale e turistica che, se opportunamente sostenuta e promossa, potrebbe consentire di rinsaldare il forte legame che la città di Cagliari ha con questo compendio lagunare che ha dato i natali al capoluogo regionale e da cui per generazioni si è avuto il sostentamento attraverso la pesca, la coltivazione di mitili e frutti di mare e la produzione di Sale. Inoltre il pieno recupero del “Sistema lagunare” permetterebbe di attivare una serie di iniziative di grande richiamo turistico come ad esempio la realizzazione di percorsi lagunari (a piedi, in bicicletta, a cavallo e con i cius – tipiche imbarcazioni lagunari), con la riapertura del Museo della Lguna – che è stato in funzione per oltre 10 anni presso le strutture del Consorzio Ittico di Santa Gilla, con la realizzazione di un ittiturismo dove alloggiare i visitatori e far degustare loro le prelibatezze della cucina locale, con l’allestimento di percorsi nautici in canoa, con biciclette d’acqua, tavole a vela o per praticare la pesca sportiva in aree delimitate.

Ricordo che il Consorzio ittico alla fine degli anni ’90 ha organizzato una serie incredibile di eventi grazie alla collaborazione con l’Associazione Amici di Sardegna, Amici della Laguna e la Cooperativa Service Art di Cagliari. Grazie a questa intesa è stato organizzato il 1° Congresso internazionale sulla pescaturismo delle isole del Mediterraneo, alcune edizione della festa della Luguna in onore di San Simone, patrono dell’area, decine di eventi e convegni sulle risorse lagunari, rassegne fotografice, sportive, visite guidate a piedi e in barca e degustazione di prodotti ittici. Nel periodo sono state realizzate numerosissime giornate di educazione ambientale e di “LagunaTurismo” con scuole provenienti da tutta la Sardegna, richiamando l’attenzione anche dei media nazionali e esteri. In particolare venne allestito il Museo della Laguna, uno dei primi ecomusei della Sardegna, dove vi erano delle sale dedicate alla esposizione di alcuni reperti archeologici provenienti dalla Laguna, fotografie di varie tipologie di uccelli stanziali e di passo, di varie piante dell’ecosistema lagunare e una esposizione di conchiglie,

Uno spazio era dedicato alle tecniche e agli strumenti da lavoro dei pescatori (varie tipologie di reti da pesca, Nasse, Bertavelli e altro ancora). Vi erano anche dei pannelli plurilingue con disegni e immagini dove si raccontava la storia della laguna nel corso dei secoli. Vi erano anche due totem che attraverso il tocco dello schermo permettevano al visitatore di vedere delle bellissime immagini del ritrovamento dei reperti archeologici all’interno del compendio lagunare, realizzate dal compianto Dott. Nicola Porcu.

Le associazioni avevano anche realizzato un bellissimo documentario dal titolo “Radici nell’acqua” ideato e voluto dal Presidente di Amici di Sardegna, prof. Roberto Copparoni, che venne affidato per la realizzazione al Regista Davide Mocci.

In quel periodo nelle strutture del Consorzio ittico si organizzavano anche delle degustazioni di prodotti ittici e delle giornate alla scoperta della Lagune di Santa Gilla, facendo conoscere ai visitarori anche tutta la filiera relativa alla lavorazione delle cozze, arselle e frutti di mare, dalla raccolta alla stabulazione, dal confezionamento alla conservazione fino alla commercializzazione.

La chiesa scomparsa che un tempo si trovava all’interno della Laguna di Canta Gilla

Insomma forse in quegli anni le cose andavano meglio, poi a causa di una serie di alluvioni, abusivismo selvaggio e problemi societari il Consorzio ittico ha ridottto di molto il suo fatturato. Ma oggi l’Assessore Sorgia si è fatto interprete di questi diffusi bisogni che hanno colpito le centinaia di famiglie dei pescatori della laguna per sollecitare le massime autorità politiche della Sardegna al fine di creare un tavolo dove poter analizzare i problemi, individuare i più importanti, offrire strumenti e soluzioni alle proposte e progetti possibili che tutte le parti interessate e portatrici di interesse hanno in animo di realizzare Ci si augura che questa volta non ci si limiti a invitare le solite sigle sindacali e i soliti noti ma si ampli il tavolo anche agli imprenditori turistici, della ristorazione e della accoglienza, agli animatori territoriali e ai responsabili di quelle Associazione che hanno creato il Museo della laguna con tutto l’indotto che a suo tempo determinarono e di cui sopra si è parlato. Solo in questo modo, realizzando una rete di competenze trasversali e riconscendo le specificità di tutti, si potrà realizzare il sogno di presentare Cagliari sotto una luce diversa, una moderna città lagunare che, recuperando tradizioni. culture e colture, saprà finalmente valorizzare un sito di rilevanza internazionale di grande richiamo. Tutto questo potrà avvenire solo dando una lettura diversa della Laguna, chiamata dai locali Su Stani, riconoscendo ad esse la giusta importanza nonchè creare una precisa collocazione funzionale e professionale a tutti coloro che a vario titolo saranno i protagonisti di questa grande proposta socio economica e culturale. In altre parole ridare dignità e un pieno riconoscimento al comprato ittico e a tutti coloro che ruotano attorno a questo antico e affascinante modo della pesca e della sua cultura.

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