Rubrica – La Sardegna dei Comuni – Monastir

Ogni settimana raccontiamo la storia di un  paese della Sardegna per far conoscere le sue particolarità, le sue bellezze  geografiche e la sua comunità

di Antonio Tore

 

Monastir (Muristèni in sardo) è un comune del Sud Sardegna di quasi 5.000 abitanti.

Il primo insediamento umano risale al Neolitico (3000 a.C.). Vari rinvenimenti archeologici nuragici, punici e romani testimoniano che il territorio continuò ad essere popolato anche nei millenni successivi.

L’abitato attuale sorse nel medioevo, ad opera di monaci Camaldolesi. Il nome Monastir sembra che derivi dalla parola catalana che indica un monastero, che sarebbe confermato dalla circostanza che, all’interno del paese si trovava sino a qualche decennio fa, nei pressi della chiesa parrocchiale, un edificio conosciuto come sa Domu de is Paras Un’altra teoria riporta invece al termine sardo, “muristèni”, che indica i posti dedicati alla sosta e al rifornimento dei viveri per i viandanti, avallata anche dal fatto che Monastir è sempre stato un punto importante per chi viaggiava lungo l’asse Sud/Nord.

Monastir si trova nella pianura del Campidano e si trova in prossimità di una serie di colline di trachite e di origine vulcanica, tra cui Monte Zara (m. 226) e Monte Olladiri (m. 235) che attraversano il suo margine orientale, mentre il resto del territorio è del tutto pianeggiante e le campagne sono attraversate dal Riu Mannu e dal Riu Flumineddu.

L’agro di Monastir è a forte vocazione agricola: nelle campagne si trovano ancora numerosi agrumeti e pescheti e, inoltre, negli ultimi anni si è sviluppata la coltivazione della patata.

Il territorio di Monastir vanta un patrimonio archeologico di notevole interesse. Tra i principali siti si possono citare: Is Aruttas dove, in una piccola collina, è ubicata una necropoli costituita da 5 Domus de Janas risalenti al 3200-2800 a.C.; Monte Olladiri,dove giacciono i ruderi del castello medioevale di Baratuli (XII sec. d.C) che dominava gran parte del Campidano; alla base è situata Sa Mizta de su Guvernu che rivela parti in muratura di epoca medioevale.

Il Monte Zara è un sito di notevole interesse per i numerosi ritrovamenti ascrivibili al periodo che va dal neolitico all’epoca romana (IV sec a.C.- III sec. d.C): sono presenti n. 9 Domus de Janas di cui due poste una a fianco all’altra e conosciute come “is ogus de Monti” visibili al visitatore anche dalla SS 131. Si notano, inoltre, la scalinata monumentale ricavata dalla roccia e costituita da 60 gradini che portano all’Acropoli dove sono visibili due altari e due pozzi per la raccolta delle acque tutto di epoca nuragica. Alla base si possono osservare edifici risalenti al IX sec. a.C. tra cui un grande edificio circolare adibito a diverse attività di lavoro, al cui interno è stato ritrovato un torchietto per la vinificazione del vino, finora unico esemplare del periodo nuragico rinvenuto in Sardegna.

Il castello di Baratuli (o di Monte Oladiri), è un edificio militare sorto su un precedente insediamento di epoca nuragica e fu edificato sul monte Oladri alla metà del XII secolo circa dai giudici di Cagliari a difesa del territorio circostante. Il castello passò, poi, agli arborensi e, successivamente, ai della Gherardesca. Il Castello fu distrutto dai pisani intorno al 1308.

Una delle feste più importanti di carattere religioso è quella dedicata a Santa Lucia, che si svolge nell’ultima domenica di agosto che ha una lunga e preziosa tradizione. Essa ancora oggi mantiene intatta tutta la sua personalità e bellezza e rappresenta il più alto momento di aggregazione di tutta la comunità Monastirese.

I riti religiosi iniziano il sabato mattina con la partenza quando la statua della Santa, posta sul cocchio trainato da un giogo di buoi, lascia la chiesa parrocchiale per quella campestre, accompagnata in processione dal parroco, da numerosi fedeli e con contorno di cavalieri, traccas, gruppi in costume e suonatori di launeddas.

Il culmine della Festa è la domenica sera, con la grande processione de “su rientru” alla quale partecipano, oltre a migliaia di persone, i vari gruppi che hanno accompagnato il simulacro della Santa il sabato mattina. La festa religiosa si conclude il lunedì sera con la processione del simulacro per le vie del paese che per l’occasione si trasformano in tappeti fioriti.

La festa civile, si svolge sia nel parco adiacente la chiesa campestre sia all’interno del paese. Nel parco vengono organizzati pranzi e cene a base di carne, oltre a spettacoli di vario genere, tra cui concerti, manifestazioni sportive, cabaret, balli ed esibizioni pirotecniche.

Un importante Centro di Recupero della Fauna Selvatica si trova nel territorio di Monastir

L’attività sanitaria svolta consiste nella cura e nel ricovero di animali selvatici che provengono principalmente da aree della provincia di Cagliari e parte della provincia di Nuoro. Il centro è dotato di strutture per il ricovero, talune delle quali includono zone umide da destinare agli animali acquatici.

L’allevamento è finalizzato alla riproduzione della Pernice sarda (Alectoris barbara) in tutto il suo ciclo a scopo di ripopolamento degli areali a rischio. In collaborazione con l’Istituto Nazionale della Fauna Selvatica e l’Istituto Regionale della Fauna Selvatica è in corso, a livello sperimentale, un progetto per l’allevamento della quaglia selvatica per la produzione di individui geneticamente puri.

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