Rubrica: ”Una Strada, un Personaggio, una Storia”: Cagliari-Piazza Francesco Boi

Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata. Si potranno scoprire così le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna o Italiana tramite la loro biografia.

 di Annalisa Pirastu

Piazza Fancesco Boi è una piccola piazza che si trova all’interno di via Alziator, nel quartiere San Bartolomeo, di fronte allo stadio provvisorio.

Francesco Antonio Boi nacque a Olzai  in provincia di Nuoro, nel 1767. E’ stato un medico e professore di Anatomia. È conosciuto oltre che per la sua brillante carriera, per i suoi lavori con il ceroplasta Clemente Susini, per la realizzazione di cere anatomiche molto dettagliate e precise. Boi era figlio di contadini e sin da piccolo dimostrò un’intelligenza fuori dal comune. Per questa ragione fu mandato a studiare nella prestigiosa scuola religiosa dei padri della Minore Osservanza di Fonni. Rimase in seminario fino ai 18 anni, studiando grammatica, letteratura e filosofia che erano le basi canoniche per una solida formazione. Ben presto si evidenziò che il suo interesse principale era la medicina. Lasciò quindi il seminario e si iscrisse all’università di Cagliari.

Nel 1795 si laureò dottore in medicina e divenne insegnante supplente nella stessa università. Il 13 settembre del 1796,  in base a un decreto regio, fu nominato professore associato e tre anni dopo divenne professore di Anatomia presso l’ateneo Cagliaritano. Il Boi si conquistò ben presto un’ottima reputazione tanto che nel 1799 fu chiamato a ricoprire la cattedra di anatomia umana istituita sin dal 1764, ma fino ad allora affidata a professori di altre discipline. Boi fu quindi il primo professore di Anatomia a occupare quella cattedra.

Dopo aver insegnato a Cagliari per tre anni poiché gli studenti iscritti alla sua facoltà erano pochi, chiese il permesso di andare in altre università italiane per poter  continuare i suoi studi in Anatomia. Nel 1801 visitò l’Università di Pavia, in seguito l’ Università di Pisa e successivamente di Firenze, dove iniziò a studiare anatomia con Paolo Mascagni. Il soggiorno in Toscana di Francesco Boi fu finanziato da Carlo Felice, fratello del re Vittorio Emanuele I. Durante la permanenza a Firenze Francesco si presentava con il cognome materno Pirisi. Le sue abilità e le sue vaste conoscenze in anatomia però erano così evidenti e fuori dal comune, che fu costretto a rivelare la sua vera identità. Divenne un collaboratore di Mascagni con cui instaurò una profonda e duratura amicizia.

Durante questi anni lavorò con lo scultore Clemente Susini per la preparazione di modelli anatomici in cera, utilizzati per scopi didattici. Lo stesso Carlo Felice commissionò a Boi alcuni di questi modelli che fece poi esporre al Museo di Storia Naturale e Antichità di Cagliari. Alcuni dei lavori più importanti del Susini erano basati sulle dissezioni operate da Boi. Alcune delle prime cere di Susini contenevano degli errori che l’artista fu un grado di correggere grazie alle dissezioni di Boi. Le cere rappresentano con dettagli molto precisi, le sinapsi del cervello umano e il sistema simpatico e parasimpatico.  Susini e Boi lavorarono a stretto contatto per assicurare un alto livello di accuratezza.

I modelli furono trasferiti al Dipartimento di Anatomia dell’Università di Cagliari nel 1858 ed esposti nell’Istituto di Anatomia. Nel 1991 fu dedicata loro una sezione nella Cittadella dei Musei di Cagliari dove tuttora si trovano nella stanza pentagonale. Nel 1805 Boi ritornò a Cagliari, portando con sé i modelli in cera che aveva creato, e riprese a insegnare nell’ateneo Cagliaritano. Nel 1818 fu nominato protomedico del Regno di Sardegna, un incarico equiparabile a quello che oggi si definisce Ministro della Sanità. Nel  1824 fu nominato cavaliere del lavoro. Ebbe dunque una carriera accademica e professionale di grande successo.

Ritiratosi dalla professione nel 1844, morì a Cagliari nel maggio del 1850.

 

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