Siccità in Sardegna: pronta delibera per richiesta stato di calamità

Il documento si avvarrà delle richieste trasmesse dalle amministrazioni comunali: al 12 giugno sono 47 i Comuni che hanno segnalato ad Argea danni da siccità

 redazione

 “Come Regione stiamo seguendo con la dovuta attenzione e in stretto contatto con l’Autorità di bacino l’evolversi della condizione siccitosa che ha colpito le campagne della Sardegna. A seconda delle precipitazioni, più o meno deboli, che si sono verificate negli ultimi mesi, la situazione è diversa da territorio a territorio. Con gli uffici dell’assessorato dell’Agricoltura abbiamo perciò elaborato una delibera, che sarà presentata a breve, proprio sulla dichiarazione della stato di calamità da inviare al governo.

Il documento si avvarrà infatti delle richieste trasmesse dalle amministrazioni comunali: al 12 giugno sono 47 i Comuni che hanno segnalato ad Argea danni da siccità, distribuiti su tutta l’Isola con prevalenza della provincia di Sassari. Sul punto è bene ricordare che tale segnalazione danni la possono fare solo le aziende non servite dalla rete consortile irrigua”. Così l’assessore dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria, che ha aggiunto: “Bene hanno fatto i diversi Consorzi di Bonifica della Sardegna a razionalizzare e regolamentare l’uso dell’acqua per scopo agricolo, così da favorire un uso corretto della risorsa idrica evitando gli sprechi. Irrigare i campi nelle ore più calde della giornata, per esempio, provoca una dispersione notevole di acqua che evapora ancor prima del contatto al suolo. Questi, come altri, sono piccoli accorgimenti che ci responsabilizzano giorno per giorno.

Se si esclude la Sardegna nord occidentale, soprattutto le pianure della Nurra, dove le criticità sulle colture sono elevate, i diversi invasi dell’Isola hanno una condizione non particolarmente preoccupante. Nella Nurra ci si è per questo attivati anche nel recuperare l’acqua dai pozzi”. In collaborazione con la Protezione civile e l’Agenzia Forestas si stanno poi allertando personale e mezzi che con le autobotti potranno, nei maggiori casi di emergenza, garantire l’acqua per uso zootecnico. Caria ha quindi spiegato che “le buone pratiche di irrigazione sono state giustamente ricordate dai Consorzi di Bonifica proprio per evitare, se le precipitazioni non dovessero ripartire dall’inizio dell’autunno, uno svuotamento degli invasi a fine ottobre causando problemi ingenti per l’avvio della nuova stagione agraria”.

 

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