Turismo: la Sardegna va bene

di Roberta Manca

Gli ultimi dati dei flussi turistici in Sardegna segnalano una forte ripresa del comparto con arrivi e presenze in forte aumento. Dati che per certi aspetti sono migliori rispetto alla situazione pre pandemica del 2019.

Gli ultimi dati sugli arrivi e presenza di turisti in Sardegna forniscono dati incoraggianti e sono solo una parte di ciò che si otterrà a fine stagione, quando si farà un vero e proprio consuntivo dell’anno 2022. Per la verità vi sono state anche una serie di contingenze favorevoli, fra cui il miglioramento dei dati sui contagi da Pandemia Covid 19, la instabilità dei Paesi del Medio oriente e nord Africa, la buone condizioni climatiche e soprattutto la voglia di rinnovare, diversificando  e implementando l’offerta turistica della Sardegna e ciò nonostante il generale aumento dei prezzi che si è avuto in questo periodo.

Uno dei protagonisti di questa stagione è senz’altro l’Assessore al Turismo della Regione Autonoma della Sardegna, Gianni Chessa che è riuscito a promuovere in modo significativo l’immagine della nostra isola soprattutto nel resto dell’Italia e all’estero. Certo un personaggio assai atipico, rispetto alle consuete figure di Assessori tradizionali, forti di titoli accademici e di brillante esposizione ma poco vicini ai reali bisogni della categoria che, al di la di pomposi discorsi, con poche parole ha fatto molto di più di altri, soprattutto per la promozione dell’immagine della Sardegna e della sua cultura. Le leve su cui ha operato l’Assessore Chessa sono state, gli eventi sportivi, gli spettacoli, il turismo congressuale, il turismo emozionale, quello religioso,  enogastronomico, quello legato alle tradizioni e ai  saperi locali, le mostre organizzate in importanti musei nazionali e esteri.

A tale proposito non bisogna trascurare il così detto turismo interno o locale che ha il merito di attutire la forte stagionalizzazione dei flussi turistici, di favorire una perequazione economica fra aree forti e aree deboli della Sardegna, di arginare la disoccupazione favorendo la prosecuzione dei così detti lavori stagionali e ultimo, ma non di certo ultimo, contribuire a migliorare la conoscenza della Sardegna da parte dei residenti. Questa circostanza ha avuto l’effetto di favorire il dialogo e il confronto fra differenti comunità, di superare i pregiudizi che talvolta accompagnano le nostre valutazioni su territori e persone, migliorare la padronanza territoriale dei sardi per consolidare il senso di appartenenze e di consapevolezza dei residenti.

In effetti molto è stato fatto e anche se la strada è ancora lunga i numeri danno ragione a quanto realizzato dall’Assessorato al Turismo.

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