Volontariato e Liceo……a teatro, assieme per combattere il bullismo

L’idea è nata dalle sinergie tra l’esperienza dell’ascolto del Telefono Amico Cagliari Onlus (presente in città da oltre 45 anni) e la classe Seconda A del Liceo delle Scienze Umane, orientamento economico-sociale, “Bacchisio Raimondo Motzo

di Antonio Tore

Ha preso il via, poco prima di Natale, un progetto pilota nato dall’esigenza di affrontare il delicato tema del bullismo, attraverso un percorso basato sulla comunicazione e sull’ascolto attivo e che utilizzi anche il linguaggio teatrale.
L’idea è nata dalle sinergie tra l’esperienza dell’ascolto del Telefono Amico Cagliari Onlus (presente in città da oltre 45 anni) e la classe Seconda A del Liceo delle Scienze Umane, orientamento economico-sociale, “Bacchisio Raimondo Motzo” (valente storico e filologo sardo) con sede a Quartu Sant’Elena.
Gli alunni, con la guida dalla docente Gloria Lai, hanno preso spunto dalla lettura del libro “Per questo mi chiamo Giovanni” di Luigi Garlando, per discutere del fenomeno del bullismo e per arrivare, infine, alla stesura di un copione teatrale che sarà rappresentato dagli alunni stessi al termine dell’anno scolastico.
Il progetto mira alla prevenzione del fenomeno, dal momento che si assiste ad una sempre maggior diffusione del bullismo, i cui casi compaiono quasi ogni giorno sui quotidiani, soprattutto per la pericolosità di questi episodi, che incidono in modo permanente sul comportamento della vittima e dei bulli.
Oltre a quanto sviluppato dalla docente in campo educativo, gli esperti a cui si è rivolto il Telefono Amico sviluppano il tema dell’ascolto attivo, basato sulla esperienza della psicologia umanistica, per portare i ragazzi ad esprimere la propria personalità, educare al rispetto per gli altri, alla tolleranza, alla non discriminazione ed allo stesso tempo migliorare l’autostima e la consapevolezza emotiva e favorendo l’acquisizione di migliori competenze socio relazionali al fine di prevenire o ridurre il disagio dei soggetti coinvolti, far aumentare la tolleranza ed il rispetto e così affrontare anche eventuali forme di discriminazione, violenza e bullismo.
La pratica teatrale è stata scelta come attività formativa che tende ad educare i ragazzi alla comunicazione, alla socializzazione ed alla conoscenza delle proprie emozioni. Recitare vuol dire scoprire cose nuove su se stessi, mettersi alla prova in situazioni diverse dal solito, superare le proprie insicurezze e divertirsi. Si esorcizza la paura di parlare davanti ad un pubblico e, quindi, anche in altri contesti sociali. Si impara ad usare la propria voce, che diventa un giusto strumento di comunicazione. Si stimola la fantasia e si è liberi di esprimersi, senza la paura di essere giudicati.
Attraverso questo percorso si vince la timidezza, si allenano la memoria, l’attenzione e l’ascolto, si impara a lavorare in squadra, si superano le paure.

La rappresentazione teatrale sarà accompagnata anche dal coro musicale di altri alunni dello stesso istituto e seguita da un seminario sul tema trattato, con la speranza che possa intervenire anche l’autore del libro citato.

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  1. Salvatore Chighini 23 Gennaio 2017
  2. Ignazio 24 Gennaio 2017

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