Tavolini via a mezzanotte, ristoratori:  il rumore non è colpa nostra e forse oggi è inferiore al 2014 – VIDEO

Ristoratori:  “Se non ci sono i tavolini con i clienti di bar e ristoranti, il chiasso arriverà da gruppi di ragazzi fermi o di passaggio che sarà difficile da far zittire”  

 di Antonio Tore

La misura di togliere i tavolini a mezzanotte a Marina e Stampace  sembra abbastanza in ritardo e dovrebbe essere una mossa per ovviare alla soglia alta del  rumore controllato nel 2014 e   che adesso potrebbe avere una emissione inferiore a quanto stabilito 3 anni fa. Ma la burocrazia non ammette ripensamenti e quei dati anche se vecchi vengono presi per buoni.

In effetti le cose sono andate così:  dopo la richiesta della Prefettura di Cagliari, che era stata sollecitata dalle proteste degli abitanti del “Comitato No Rumore”, l’Arpa Sardegna aveva effettuato, nel 2014, delle rilevazioni sull’inquinamento acustico nei due quartieri del centro storico cagliaritano. Dalla relazione dell’agenzia, trasmessa al Tavolo Tecnico interistituzionale (del quale fanno parte anche gli assessorati Attività produttive e Pianificazione del territorio del Comune di Cagliari, oltre che la Polizia Municipale) è emerso un superamento della soglia di legge e cosiddetta di attenzione.

I ristoratori intanto ostentano tranquillità e serenità. “La maggior parte del rumore – affermano – non può essere addossata a noi. Se i ragazzi si fermano per strada o nelle piazze e, magari, dopo avere bevuto un po’, diventano allegri e schiamazzano, la colpa non è certo di noi  commercianti. Basta vedere, ad esempio, ciò che succede, la notte di ogni sabato, vicino all’Anfiteatro”.

Sul problema, i Riformatori, dicono la loro:

“Zedda non firmi l’ordinanza sugli orari di chiusura dei locali – lo affermano il Coordinatore dei Riformatori Alessandro Palomba ed i Consiglieri Comunali Giorgio Angius e Raffaele Onnis. Cagliari non è Las Vegas, recitava il titolo di una trasmissione radiofonica di qualche anno fa, e nessuno pretende di farla diventare come la città del Nevada, ma se parliamo di Cagliari città turistica non possiamo permettere che gli sforzi fatti in questi ultimi anni in tale direzione vengano vanificati.

Non possiamo far finta di nulla su quello che è un servizio non solo offerto ai turisti ma anche agli stessi cittadini, senza considerare la grande opportunità occupazionale data ai tanti cagliaritani (più o meno giovani) che lavorano nel settore, sia come imprenditori che come dipendenti. È necessario trovare un accordo che soddisfi il legittimo benessere dei cittadini residenti e gli interessi della città dal punto di vista sociale, turistico e occupazionale.

L’assessore Cillocu afferma che la decisione del Tavolo Tecnico si basa su dati Arpas 2014 e che oggi le cose sono cambiate e, tra le altre cose, non tutto il quartiere Marina è classificato allo stesso modo.  La decisione è stata presa unilateralmente dai funzionari del Tavolo Tecnico, la successiva partecipazione degli Organi Politici non ha portato a nessuna soluzione in senso opposto. Come Riformatori chiediamo l’immediata riapertura del confronto, attorno al tavolo non si siedano solo i tecnici ma anche i politici, il Comitato dei Residenti e le associazioni dei commercianti e dei ristoratori. Non si possono prendere le giuste decisioni senza il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati”.

Non resta che aspettare gli sviluppi e la presa di posizione ufficiale dell’Amministrazione comunale che, a sentire le dichiarazioni in merito alla vicenda, non potrà, comunque, tenere conto di dati risalenti al 2014 i quali andranno, dunque, aggiornati e dovranno anche tener conto delle misure già adottate dal Comune in materia di inquinamento acustico nei quartieri di Marina e Stampace. Guardate il Video.

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