Cgil: Vertenza sicurezza e salute lavoratori Sky

I cinquanta casi di patologie dell’apparato auditivo e fonatorio dei lavoratori del call center Sky di Sestu sono al centro della vertenza sulla salute e sicurezza nel lavoro che sta contrapponendo il sindacato ai vertici dell’azienda.

di Antonio Tore

L’ultimo atto si è consumato ieri, quando è stato proibito lo svolgimento di una assemblea regolarmente convocata dalla Slc, ma la questione è aperta da quest’estate: dopo una ispezione sollecitata dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, il Dipartimento di prevenzione della Assl di Cagliari ha comminato una sanzione e chiesto all’azienda di inserire entro novanta giorni il “rischio voce” nel documento di valutazione dei rischi e di raccogliere informazioni sulla stato di salute degli operatori attraverso un questionario (entro 120 giorni).

Da qui la richiesta della Slc di discutere, nel confronto che si è svolto lunedì nella sede di Confindustria, dell’urgenza di dar seguito alle richieste degli ispettori e di rivedere anche l’organizzazione e le attività di lavoro come punto di partenza per una corretta prevenzione dei rischi di malattie professionali. “Abbiamo sottolineato che la prescrizione della Assl poteva rappresentare un giusto stimolo per riorganizzare l’azienda nell’ottica della prevenzione – ha spiegato il segretario Slc Cgil Antonello Marongiu – e chiesto di modificare i turni e riportare nella sede di Cagliari attività come la gestione del sito web, i social, le chat con i clienti, che vengono prevalentemente svolte fuori dall’Italia”. Dopo una prima apertura da parte dell’azienda, in particolare la concessione dei cambi di riposo e il numero di weekend garantiti, non è stato possibile raggiungere l’accordo sulla firma di un verbale che chiudesse la riunione, dando conto di questi miglioramenti, per poi comunicarli ai lavoratori nelle assemblee unitarie previste per ieri. “Ciò che è accaduto dopo – racconta Marongiu – è inaccettabile perché a causa della disdetta delle assemblee da parte dell’altra sigla sindacale presente al tavolo, la Uilcom, è stato impedito anche a noi di svolgere la nostra attività sindacale”.

Un atteggiamento chiaramente discriminatorio che inasprisce il clima dentro una azienda che ha consegnato ai colleghi della sede di Roma decine di lettere di licenziamento, compresa quella arrivata proprio ieri a un rappresentante sindacale della Cgil che usufruiva, tra l’altro, dei permessi della 104.

Non a caso, a livello nazionale i sindacati hanno annunciato una fase di mobilitazione e, in un documento siglato da Slc, Uilcom e Ugl, si parla apertamente di uno sciopero ormai imminente, anche se la data non è stata ancora fissata.

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