Eccellenze alimentari: il miele di Sardegna

Tutta la Sardegna può essere considerata una fabbrica di miele di qualità a cielo aperto.

 di Annalisa Pirastu

Le varietà più diffuse di miele sono il miele millefiori, quello di corbezzolo e quello di asfodelo. Quelli più esclusivi che si trovano in produzioni inferiori per numero, sono il miele di mirto di rovo, di rosmarino, di erica e di cardo selvatico.

La produzione più diffusa per quantità ma soprattutto per qualità è nella zona Arbus-Guspini,  proprio nelle aree che un tempo ospitavano le miniere, dismesse da anni. In quest’area pare che le api trovino un habitat  ideale.

Gli agricoltori quindi hanno deciso di implementare la presenza delle api con un ritorno economico notevole per il territorio. Un altro luogo dove c’è una forte produzione di miele è San Sperate il cui miele vista la intensa produzione di frutta è caratterizzato dai sapori degli agrumi.

Arbus, Guspini e San Sperate si sono affiliati all’associazione a livello nazionale denominata “Città del miele”. L’associazione annovera circa cinquantina  paesi e aree vaste,  in cui la produzione del miele è fiorente.

Il miele di cardo di Guspini in particolare ha ricevuto nel 2012 il premio “Il miele dell’anno” conferitogli da una giuria di esperti.

La competizione è stata vinta dalla Sardegna di nuovo nel 2015 con il miele di lavanda prodotto dall’Ente foreste e parchi della Sardegna, sulle colline di Oschiri e presentato al concorso da Guspini, in qualità di membro dell’associazione “Città del miele”.

La Sardegna è la prima produttrice di miele in Italia. Il miele di corbezzolo è forse il più conosciuto ed apprezzato. Le condizioni climatiche della Sardegna e la sua profumata macchia mediterranea, sono ideali per le api, che sfruttano la  biodiversità dell’isola.

Le api sia operaie che regine, per le quali esiste anche un mercato di acquisto , sono una importante prospettiva economica per il territorio di Guspini e Arbus che sono aree che risentono dello sfruttamento minerario prolungato negli anni.

Il dipartimento agricolo dell’Università di Sassari, ha monitorato per due anni 30 mila determinazioni tassonomiche, utilizzando proprio la forte presenza delle  api, nelle aree minerarie di Montevecchio e Ingurtosu.

Le api, così come le cozze in mare, sono le migliori rivelatrici della presenza di fonti di inquinamento ambientale. La loro presenza denota la salute dell’ecosistema.

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