Il Volontariato in Sardegna si ribella

Incomprensibile la decisione assunta dall’Organismo di Controllo Nazionale di escludere il CSV Sardegna Solidale dall’accreditamento. La conseguenza è la interruzione dell’attività e la ricaduta negativa su oltre 1.700 Associazioni di Volontariato. Per sostenere la petizione è necessario firmare qui: http://chng.it/zwdYHb7Q

di Antonio Tore

Come un fulmine a ciel sereno è arrivata la notizia che l’Organismo Nazionale di Controllo del terzo Settore ha deliberato di non accreditare il Centro di Servizio per il Volontariato Sardegna Solidale, determinando così l’interruzione della sua attività. Quello isolano è l’unico centro sui 49 operanti in tutt’Italia a cui l’ONC ha negato l’accreditamento.

Sardegna Solidale parla di “una decisione gravissima, assunta dall’ONC con motivazioni inconsistenti e pretestuose, che mette in crisi tutto il movimento del volontariato in Sardegna e costringe a interrompere le attività già programmate”.

Nell’isola tantissime organizzazioni hanno preso posizione contro l’Organismo di Controllo, dichiarando una grande mobilitazione, chiedendo anche il sostegno delle istituzioni.

L’Associazione Amici di Sardegna ha promosso una raccolta di firme a cui possono dare il proprio contributo tutti coloro che hanno a cuore la soluzione del problema. E’ possibile aderire dal seguente sito: http://chng.it/zwdYHb7Q

Attualmente sono state superate le 2.700 firme.

Un bel messaggio di solidarietà è arrivato anche da Mondo X, l’associazione di volontariato guidata da Padre Morittu: Sono stati necessari alcuni giorni di riflessione ponderata in merito a quanto appreso rispetto al non-accreditamento del CSV – Sardegna Solidale da parte dell’Organismo Nazionale di Controllo, al quale fanno capo tutti i centri di servizio per il volontariato italiani.

Noi dell’Associazione Amici di Mondo X – Sardegna abbiamo imparato a conoscere le realtà del Centro di Servizio per il volontariato sardo in differenti supporti offerti alla nostra organizzazione.

Abbiamo potuto sempre apprezzare lo spirito solidaristico del Centro, che ha armoniosamente saputo essere riferimento delle circa 1.700 associazioni di volontariato dai più diversi obiettivi, dai più vari scopi sociali, dalle differenti conformazioni statutarie, dalle composizioni più o meno numerose.

Ricordiamo, nel corso di una delle molteplici assemblee regionali convocate, gli interventi di rappresentanti di piccole realtà associative che hanno espresso impegno e proposte al pari delle grandi realtà.

Manifestiamo con fermezza la nostra solidarietà e la vicinanza a tutti gli organismi statutari di CSV Sardegna Solidale ed al suo Presidente, professor Giampiero Farru.

Appare fuori luogo e contro ogni logica qualsiasi provvedimento possa inficiare o, peggio, annullare ogni attività di coordinamento di tutte quelle forze che in un periodo tragico come quello dell’epidemia COVID 19 che ha colpito il mondo intero, ha svolto nella nostra Isola, particolarmente falcidiata dal virus, un’opera di vicinanza, solidarietà ed assistenza a chi, in numero sempre più alto, va ad ingrossare le fila degli emarginati, dei nuovi poveri, degli abbandonati e dei malati.

Ogni forma di cura della persona è stata resa possibile dall’azione delle Associazioni di volontariato, sempre attive e presenti nonostante la malattia, laddove ve ne sia stata la necessità.

Necessità che, sia chiaro, non è cessata.

Perché allora sfiduciare chi e coloro che si sono spesso sostituiti all’azione dello Stato, assicurando servizi vitali per famiglie e comunità?

La nostra Associazione è al fianco di CSV Sardegna Solidale come lo è da anni, grata e riconoscente di quanto è stato fatto e – siamo certi – sarà fatto per stare accanto agli ultimi con forza e legittimità.

Amici di Mondo X – Sardegna si oppone fermamente alla decisione dell’O.N.C. garantendo la condivisione della “scelta di campo” di CSV Sardegna Solidale e delle iniziative che le Associazioni di volontariato sardo intenderanno intraprendere.

A nome di tutti i volontari di “AMICI DI MONDO X – SARDEGNA

Il Presidente Padre Salvatore Morittu”.

L’Avvenire, il giornaledei Vescovi italiani, ha dedicato un articolo alla vicenda, affermando che Se l’Onc non dovesse rivedere al più presto la decisione di non accreditare il Csv Sardegna Solidale, sarebbe la paralisi o quasi per un sistema formato da 1.883 associazioni, 45mila volontari attivi e 82mila occasionali”.

Anche i vescovi sardi sono prontamente intervenuti per chiedere – «con rispetto ma con il coraggio e il vigore che nasce dal nostro annuncio del Vangelo» – un ripensamento della decisione adottata, «che riteniamo non solo incomprensibile, ma anche ingenerosa per tutti coloro che si impegnano, particolarmente in questa fase storica, a trovare soluzioni di unità e di fraternità per la nostra gente».

Secondo i dirigenti di Sardegna Solidale, il mancato accreditamento – l’unico tra 49 CSV italiani che ne hanno fatto richiesta – sarebbe dovuto all’individuazione dell’organismo titolare del CSV istituito nell’isola sulla base di un decreto ministeriale dell’ottobre 1997: per Sardegna Solidale il titolare era (ed è) il Comitato promotore del CSV Sardegna Solidale, presieduto da don Angelo Pittau, recentemente trasformato in centro di Servizio Sardegna Solidale Odv.

Fu proprio don Pittau il pioniere che propose, 22 anni fa la costituzione di un organismo di coordinamento e fu fondato il Comitato Promotore del Centro Servizi per il Volontariato.

Sono testimone di questo spirito di unità nelle mille e mille iniziative di formazione, di servizio eroico nel volontariato per la Sardegna tutta dalla Carovana del Volontariato, alle Marce della Pace, alla visita da papa Francesco afferma don Pittau – la presenza quotidiana per la soluzione di tutti i bisogni della società sarda nelle sue diverse articolazioni. La stella polare del nostro agire – conclude don Pittau, che ha annunciato la discesa in campo degli avvocati – sono il servizio e la gratuità».

Nella lettera inviata al Capo dello Stato, ricostruendo i passaggi che hanno portato al mancato accreditamento, Sardegna Solidale scrive: “A Padova abbiamo ascoltato attentamente il Suo intervento su ‘l’Italia che ricuce’ nella quale ci riconosciamo e alla quale rivendichiamo di appartenere. La delibera adottata dall’ONC rischia di mandare in frantumi ciò che è stato costruito con fatica e successo in tutti questi anni. Siamo certi che con il Suo autorevole intervento si possa fare ancora molto e salvare una situazione apparentemente compromessa che rischia di degenerare in manifestazioni di piazza eclatanti e clamorose”.

L’accreditamento dei CSV italiani era un passaggio atteso, in virtù della entrata in vigore della nuova legge di riforma del Terzo Settore. A gestire la transizione dal vecchio al nuovo sistema è l’ONC, l’Organismo Nazionale di Controllo sull’attività dei Centri di Servizio per il Volontariato.

Anche Sardegna Solidale, come tutti i CSV italiani, il 15 luglio dello scorso anno aveva presentato una manifestazione di interesse per poter proseguire la propria attività. Tramite il suo segretario generale, l’ONC, nel corso di questi dodici mesi, ha chiesto documenti integrativi che sono stati prontamente forniti.

Ma per quale motivo allora l’ONC ha negato l’accreditamento a Sardegna Solidale?

Tutto verte sull’individuazione dell’organismo titolare del Csv istituito nell’isola sulla base del decreto ministeriale dell’ottobre 1997. Per Sardegna Solidale il titolare era (ed è) il Comitato promotore del Csv Sardegna Soldale, presieduto da don Angelo Pittau e recentemente trasformato in centro di Servizio Sardegna Solidale Odv. Di diverso parere invece l’ONC, che ha dunque negato l’accreditamento.

Ora, come scritto da Sardegna Solidale anche al presidente Mattarella, “per noi è di grande importanza che il presidente e i membri dell’ONC sappiano cosa e come hanno deliberato e che decidano, magari, di convocarci in audizione. Siamo certi – carte alla mano – che potrebbero rivedere la loro decisione e che potrebbero evitare anni di conflitti giudiziari e dispendio di risorse che meritano migliore e più utile destinazione”. Nessun rappresentante di Sardegna Solidale è infatti mai stato convocato né audito dall’ONC.

È questa la terza volta, nella sua ventennale storia, che Sardegna Solidale si trova sotto attacco. La prima nel 1998, quando dovette resistere davanti al Tar contro il ricorso presentato dal gruppo di associazioni che contestavano la legittimità della vittoria del bando per la gestione del Csv da parte delle sigle riunitesi intorno al Comitato promotore Sardegna Solidale. La seconda nel 2005 quando nel mese di dicembre, nel corso della votazione per l’approvazione della legge 23 sul “Sistema integrato di servizi alla persona”, il Consiglio regionale votò a sorpresa un articolo con il quale disponeva la cancellazione di Sardegna solidale e metteva a bando quattro nuovi Csv, di cui tre territoriali (sud, centro e nord Sardegna) e uno tematico sulla povertà. Era un tentativo di lottizzazione contro il quale il volontariato sardo insorse unitariamente. Una lotta che si trasferì nelle aule di giustizia e che si concluse vittoriosamente per Sardegna Solidale nel 2009

Ora contro questo nuovo attacco il volontariato sardo si è nuovamente mobilitato, con riunioni e incontri per decidere le modalità di difesa nei confronti dell’attacco subito.

L’ultima fotografia dettagliata del mondo del volontariato sardo è contenuta nella pubblicazione “Il volontariato in Sardegna. Organizzazioni di volontariato nella rilevazione campionaria: identità e processi 2016”.

Le organizzazioni di volontariato operanti in Sardegna sono oltre 1700 circa: dal 1999 al 2016 il numero delle associazioni attive sull’isola è passato dalle 1.200 a oltre 1700, mentre il numero dei volontari è cresciuto da 30mila nel 1999 a 45 mila nel 2016 e quello dei volontari occasionali è raddoppiato dai 40mila nel 1999 agli 80mila del 2016.

Numeri che certificano la bontà dell’azione di Sardegna Solidale, la cui esistenza stessa oggi è messa a rischio dalla gravissima decisione dell’ONC.

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