Incertezze sul futuro del Porto Canale di Cagliari: incontri al Ministero

Incontro al Ministero dei Trasporti a Roma per difendere il futuro del Porto Canale di Cagliari. Presa di posizione della Cgil

di Antonio Tore

Promette battaglia il sindacato confederale e di categoria per difendere il futuro del Porto industriale di Cagliari che attraversa una fase di incertezza: “Ci sono opportunità di rilancio che devono essere immediatamente  valorizzate”, hanno detto il segretario della Camera del Lavoro Cgil Carmelo Farci e la segretaria Filt Massimiliana Tocco chiamando in causa tutti i soggetti che concorrono alla gestione del Porto: Comune, Città metropolitana, Regione e Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna.

Ieri al ministero dei Trasporti si è discusso del percorso utile a concretizzare l’avvio di un’agenzia del lavoro specifica per il settore portuale così come prevede la legge: “Si tratta di un passaggio importante utile a gestire i picchi e le flessioni fisiologiche nel lavoro portuale, una garanzia a tutela delle attività e dei lavoratori coinvolti”.

E’ questo uno dei nodi affrontati ieri a Roma nella riunione che però ha allargato l’orizzonte della discussione anche al tema più generale del Porto industriale e delle sue prospettive. “C’è chi punta a sottolineare il calo di traffico per ragioni che niente hanno a che fare con l’interesse collettivo  dell’area di Cagliari e dell’intera Sardegna” – hanno detto i sindacalisti Cgil sottolineando invece “l’incremento di parti consistenti di attività indispensabili e insostituibili”.

In base ai diversi periodi dell’anno varia da settecento a mille il numero di lavoratori coinvolti in attività che generano indotto e contribuiscono a far crescere l’economia del territorio: “Si tratta di intervenire sui fattori che rappresentano un freno per lo sviluppo del traffico  portuale, ad esempio – sostiene la Cgil – puntando sull’ampliamento e sulla diversificazione delle attività, come la lavorazione delle merci e il packaging, e sviluppando anche altri segmenti produttivi legati al settore industriale e manifatturiero del territorio”. Secondo il sindacato è necessario investire su attività nuove e specifiche che lo rendano attrattivo e competitivo nel mercato, un ragionamento che non può essere slegato da misure di fiscalità agevolata.

“Alle istituzioni – alle quali il sindacato sollecita un incontro urgente – chiediamo un intervento immediato, prima di tutto per risolvere la questione legata all’agenzia del lavoro, ma più in generale per costruire azioni che abbiano l’obiettivo di riaffermare il ruolo centrale del Porto di Cagliari nel Mediterraneo”.

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