Inps: in Sardegna 80 mila domande di invalidità ogni anno

Sono 13 i medici professionisti dipendenti e 28 con rapporto di collaborazione a validità annuale a lavorare su un mare di pratiche di cui solo il 29,23 per cento ottiene una risposta nel termine di legge di 120 giorni, il resto attende anche un anno

di Antonio Tore

Si è svolta stamattina a Cagliari una riunione del Comitato Regionale dell’INPS Sardegna, presieduta da Piero Vargiu, presidente del Comitato regionale dell’Inps, a cui hanno partecipato anche l’Assessore della Sanità RAS Luigi Benedetto Arru, il Direttore Generale della Sanità RAS Giuseppe Maria Sechi e il Direttore Generale ATS RAS Fulvio Moirano.
La relazione esposta dal Presidente del Comitato Regionale INPS ha posto in evidenza alcune problematiche riguardanti i rapporti tra l’Istituto di Previdenza e la Regione Sardegna relativi alla trattazione delle pratiche di Invalidità Civile.
Vargiu ha posto l’attenzione sul fatto che in Sardegna, ogni anno, pervengono all’INPS circa 80.000 domande per l’accertamento, da parte delle Commissioni Mediche Integrate (attualmente in numero di 110), delle condizioni dello stato di Invalidità Civile, Cecità e Sordità civile, stato di handicap e disabilità.
Alle riunioni delle C.M.I. l’Inps partecipa per il 18% circa (rispetto alla media nazionale del 45%), avendo in organico solamente 13 medici professionisti dipendenti e 28 con rapporto di collaborazione a validità annuale. Questo elemento non consente alle C.M., alla fine della visita del paziente, di validare il verbale che dovrà, quindi, successivamente, essere trasmesso all’Inps stesso.
La procedura accertativa e concessoria, per legge, dovrebbe concludersi entro 120 giorni dalla data della richiesta che dovrebbe essere effettuata per via telematica.
Tuttavia, solamente il 29,23% delle richieste vengono definite entro il termine stabilito, mentre per il restante 70,87% l’iter procedurale raggiunge e, a volte supera, i 360 giorni.
Inoltre, non tutti i richiedenti utilizzano il canale telematico e, la presentazione delle domande per via cartacea ha raggiunto, nel 2016 il numero di 20.000 sulle 80.000 istanze presentate complessivamente.
Proseguendo nella sua disamina, Vargiu ha affermato che, dal conferimento all’Inps delle attribuzioni per la cogestione della fase accertativa con le ASL, non si è riusciti ancora a perfezionare alcuni punti fondamentali previsti dalla convenzione con la RAS che regola le funzioni tecnico procedurali.
Auspica, quindi, che una volta completato l’iter di composizione dell’Assessorato alla Sanità, sia possibile che lo stesso emani linee guida sulla applicazione omogenea delle norme in tutto il territorio della Sardegna.
Simona Bassi, Dirigente Inps, ha poi esposto i dati statistici elaborati dal sistema dell’Istituto, evidenziando, tra l’altro, un incremento, nel 2016, del 2,4% di richieste di riconoscimento di Invalidità Civile, a fronte di un aumento dell’1,4% in campo nazionale.
Giuseppe Maria Sechi, concordando con le analisi effettuate, ha evidenziato come sia assolutamente prioritario e necessario omogeneizzare i carichi di lavoro delle Commissioni Mediche Integrate.
Fulvio Moirano afferma che occorre anche lavorare su abitudini consolidate, per migliorare i flussi e le tempistiche delle fasi di accertamento del diritto e concessione dei benefici. E’ necessario accentuare l’impegno per l’uso dei canali telematici, anche da parte dei medici delle ASL.
L’Assessore Arru, infine, ha affermato che non solo è prioritario riuscire a coordinare le attività tra ex-ASL e Inps, ma lo stesso problema esiste anche a livello ASL. Auspica una dematerializzazione dei documenti (anche dei certificati medici) e si impegnerà per trovare punti di confronto e incontro tra il sistema della RAS e quello dell’Inps.
Piero Vargiu, a nome del Comitato Regionale Inps Sardegna e l’Assessore Arru, in rappresentanza della RAS si ripromettono di incontrarsi nuovamente non appena si sarà insediata la nuova Direttrice Regionale INPS, Cristina Deidda.

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