Laguna: il gioco delle 3 carte della Regione

A cura della redazione

 

 

Nella salvaguardia del nostro patrimonio ambientale c’è qualcosa che non va. Il caso della Fluorsid di Macchiereddu è solo una piccola parte di una più complessa e articolata vicenda. Ci sono una serie di responsabilità che vanno accertate anche perché vi è  in gioco l’interesse primario delle persone: la salute e la qualità di vita.

E’ bene che la Procura indaghi a fondo una volta per tutte.

Quanto alla Regione sarebbe il caso che l’Assessore all’Ambiente non si limitasse solo a incontrare Legambiente ma ampliasse le sue conoscenze e informazioni incontrando anche degli altri operatori e rappresentanti di Associazioni di settore che da anni sono su posizioni assai diverse e meno accomodanti rispetto a quello “ufficiali” espresse fino ad oggi e che magari incontrasse anche coloro che da sempre sono preposti alla salvaguardia di questi valori: La Federazione dei Verdi di Cagliari. Fino a oggi questi soggetti non sono stati mai convocati…Perchè?

In particolare alcuni biologi e tecnici della Consulta per il volontariato Centro Servizi Ambiente Sardegna vorrebbero essere finalmente ascoltati, così come alcune Cooperative di pescatori che non vengono mai consultate sui problemi e sulle necessità del compendio lagunare.

Ma attenzione… non c’è solo la Fuorsid ma anche la Sindyal con le note problematiche della Diossina, nonché l’impianto di smaltimento degli scarti di lavorazione organica dell’impianto di macellazione Agrolip sarda s.r.l., il cui legale rappresentante è Roberto Vivarelli….Molte imprese sarde che conferivano i loro scarti di lavorazione stanno accumulando nei rispettivi depositi gli scarti. Che devono fare? Fermare la produzione! La situazione non è più sostenibile!

 

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L’appello per la Laguna di Santa Gilla è dunque: “Non ascoltiamo le solite campane…”

 

 

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