Le risorse sprecate di Cagliari

di Roberta Manca

Da decenni si parla di valorizzare e promuovere alcune risorse culturali che la città di Cagliari possiede ma, inspiegabilmente e per tutta una incredibile serie di motivi, queste risorse non riescono a esprimere la loro potenzialità. In questo articolo si cerca di raccogliere alcune proposte che in questi anni sono state fatte in merito e che inspiegabilmente vengono disattese. Vediamo quali…

Oltre un secolo fa due illustri personaggi del panorama culturale sardo avevano richiamato l’attenzione della opinione pubblica su due siti della città di Cagliati: la necropoli di Tuvixeddu e la Tomba della Vipera.

Sulla prima intervenne l’Archeologo Francesco Elena che nel 1886 disse che… per estensione, monumentalità e continuità di uso non aveva confronti.

Sulla seconda il Canonico Giovanni Spano diceva che …per l’importante e il fascino che possiede questa tomba meriterebbe dei cancelli d’oro…

“Occhio non vede e cuore non duole…” Cavità di via Vittorio Veneto sovrastate da alcuni palazzi e villini

Ci dispiace che questi siti, per quanto importanti e sotto certi aspetti unici nel panorama archeologico internazionale non abbiano quella visibilità e considerazione che meritano. Purtroppo le amministrazioni pubbliche, centrali e periferiche hanno fatto solo una parte di quanto si sarebbe dovuto fare.

Come è pensabile promuovere un sito se non ci si preoccupa di renderlo raggiungibile e fruibile? In particolare sia in via Falzarego che in via Sant’Avendrace non vi sono cartelli con indicazioni plurilingue atte a far raggiungere il sito. All’interno di Tuvixeddu i cartelli in legno da subito si sono rivelati inadeguati, nonostante siano stati costati parecchi soldi pubblici e sono inesistenti pannelli illustrativi con disegni e immagini a colori che illustrino le caratteristiche delle tombe e soprattutto gli arredi funerari rinvenuti.

Il sottosuolo del colle di Tuvixeddu attende di essere valorizzato

Nessuna tomba è visitabile, nonostante ve ne siano alcune prive di copertura e poste in superficie che non presentano alcun pericolo per i visitatori.

Inoltre entrando nel sito di Tuvixeddu, considerato a tutti gli effetti un parco urbano, tanto è vero che il Comune di Cagliari lo ha affidato al verde pubblico, il visitatore viene colpito da un generale senso di sconforto e smarrimento perché si attenderebbe quanto meno la presenza di uno stabile servizio di Accompagnamento e Guida, o di pannelli didascalici, realizzati in più lingue, dove con delle immagini si possa ricostruire il contesto socio culturale in cui questa necropoli è espressione.

Cartina della necropoli di Tuvixeddu realizzata dall’Associazione Amici di Sardegna, con il patrocionio del Comune di Cagliaei e della Pro Loco di Cagliari

Fra le altre cose vi sono anche delle tombe decorate che non possono essere visitate. Non si comprende il motivo per cui non si realizzino dei pannelli a colori che riproducano queste decorazioni o il motivo per cui non si possa ricostruire all’interno di qualche tomba una tipologia di corredo funerario, così come è stato fatto nel 1997 dagli Amici di Sardegna, Associazione che è riuscita a far inserire questa necropoli fra i siti da visitare nella prima edizione di Monumenti Aperti, insieme con l’Istituto Professionale di Stato Pertini di Cagliari.

Interno della tomba del serpente alato chiamato Ureo (tratta da Internet)
Villa Mulas – Mameli attende un suo recupero

Probabilmente bisognerebbe avere la possibilità di far incontrare gli attori e dar modo a tutti di confrontarsi dando a tutti la possibilità di contribuire alle scelte e non solo a ratificare decisioni assunte dal Comune o dalla Soprintendenza.

La sussidiarietà del resto impone un cambio di passo nei rapporti fra enti pubblici centrali o periferici e enti del III settore.  Infatti se si fossero ascoltai i consigli dati in questi anni si sarebbero ottenuti degli ottimi risultati.

Stato di degrado in cui versano ancora oggi decine di tombe puniche e romane situate fra vico II Sant’Avendrace e via Asiago

In particolare nel breve periodo:

  1. Affidamento per la gestione del sito a una organizzazione di settore, attraverso una seria selezione di offerte, la cui valutazioni in merito vengano espresse anche dalla società civile e dai portatori di interesse e non solo dagli enti pubblici preposti.
  2. Attivazione del Centro Servizi, struttura che inspiegabilmente da anni attende di essere utilizzata per diventare, un punto di riferimento per i visitatori per dare loro la possibilità di beneficiare di una serie di servizi (dalla Guida all’accompagnamento, dal ristoro con degustazione di prodotti tipici, all’acquisto di riproduzioni di antichi manufatti artigianali, dalla consultazione e acquisto di pubblicazioni e cartine, alla possibilità di entrare in uno spazio multimediale dove proiettarsi nelle ricostruzioni virtuali dell’area storica della città lagunare di Cagliari, passando anche attraverso la città giudicale di Santa Igia. Di cui non vi è alcuna testimonianza, fatta eccezione per la chiesetta di San Pietro extra muros peraltro spesso chiusa al pubblico. (Altro mistero di Cagliari!)
  3. Apertura di un ingresso alla necropoli da Via Is Maglias poiché da via Falzarego non possono accedere i pullman, mentre da via Is Maglias si potrebbe realizzare anche una adeguata area parcheggi, in prossimità dell’ex impianto della Calcidrata, facendo entrare il pubblico proprio dalla parte superiore del colle dove c’è l’inutilizzato centro servizi.
  4. Realizzazione di una cartellonistica adeguata
Panoramica di Tuvixeddu. Sulla sommità ciò che resta di Villa Mulas-Mameli

Nel medio periodo

  1. Apertura delle aree del Canyon. della cementeria e delle numerose gallerie che da oltre mezzo secolo attendono di essere rese fruibili in primis ai cittadini e a tutti i visitatori e che invece sono terra di incuria e degrado dove i senza tetto imperversano e risiedono indisturbati. In questa grande area si potrebbero anche realizzare degli spazi per manifestazioni, eventi e spettacoli. E realizzare un percorso pedonabile fra via is Maglias e via Falzarego.
Canyon che da Via Is Maglias porta a Via Falzarego, oggi terra di nessuno…
  1. Recupero della Villa Mulas-Mameli  per realizzare un area di servizi
  2. Recupero della parte sud occidentale delle necropoli oggi in totale abbandono (quella parte che da viale Sant’Avendrace arriva fino al catino e giunge sino in via Asiago), dove insistono decine di tombe monumentali.
Una delle tante gallerie che sono presenti nel compendio di Tuvixeddu che attendono di essere valorizzate
  1. Recupero dell’area posta sopra Via Bainsizza a Tuvumannu, dove vi sono delle importanti latomie puniche e cave sotterranee e testimonianze delle batterie della II Guerra mondiale
  2. Recupero delle cavità di via Vittorio Veneto.
Foto di archivio: impianto per la produzione della calce lato via Is Maglias. In quaesta area di potrebbe realizzare l’accesso alla necropoli di Tuvixeddu

Tutte queste risorse sono da decenni inspiegabilmente inutilizzate e ignorare da tutti i programmi di valorizzazione della città di Cagliari. Per quale motivo? A chi giova mantenere questa situazione?

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