L’incendio tra Arbus e Gonnosfanadiga non è stato ancora del tutto domato

Sono andati in fumo decine di ettari di boschi. Anche diversi allevamenti preda delle fiamme, con tantissimi animali inceneriti.

di Antonio Tore

Prosegue senza risparmio di energie la lotta contro il maxi-rogo divampato ieri tra Arbus e Gonnosfanadiga su un fronte di 10 chilometri.

Durante la notte, alimentate dal forte vento, le fiamme questa notte hanno minacciato case, aziende agricole e agriturismi della zona.

I vigili del fuoco e gli uomini del corpo forestale sono stati costretti ad un durissimo lavoro per combattere l’incendio, spostandosi da una località  all’altra nel buio della notte, rischiarata solamente dal bagliore delle fiamme, mentre i carabinieri hanno coordinato le operazioni di messa in sicurezza, organizzando l’evacuazione di decine di persone.

Il fuoco ha lambito anche il villaggio minerario di Ingurtusu, mentre 130 detenuti e gli agenti di polizia penitenziaria della colonia di Is Arenas sono stati costretti ad evacuare la struttura e a rifugiarsi in spiaggia, dove hanno trascorso la notte.

Purtroppo si registrano anche feriti. Un agricoltore di 45 anni è rimasto ustionato a entrambe le braccia mentre cercava di mettere in salvo i suoi animali a Sibiri.

Decine gli animali sono rimasti vittima delle fiamme: capre, pecore e cinghiali, in particolare nella zona di Bidderdi.

Appena il cielo è rischiarato, si sono alzati in volo tre elicotteri e tre canadair, per dar manforte agli uomini che proseguono senza sosta le operazioni di spegnimento a terra.

 

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