Politica: partiti in fibrillazione. In Comune a Cagliari la maggioranza perde solo una sardista.

Mentre a Cagliari gli altri sardisti confermano l’appoggio al sindaco Zedda, il gruppo di LeU si sfalda e i Riformatori decidono di non essere presenti alle elezioni politiche del 4 marzo. Pesano le scelte verticistiche dei candidati da presentare in Sardegna.

di Antonio Tore

 

Il sindaco Zedda incassa la fiducia dei consiglieri eletti nelle liste del Psdaz: Monia Matta, Francesco Stara, Aurelio Lai e gli ultimi entrati Roberto Tramaloni (ex PdS) e Lino Bistrusso (ex La Base) sono confluiti nel nuovo gruppo consiliare “Autonomisti per Lussu”, dissociandosi dalla scelta del segretario politico Christian Solinas di allearsi con Salvini alle prossime lezioni politiche nazionali. Anche Ferdinando Sechi, assessore alle politiche sociali del Comune, resta al suo posto, non condividendo la scelta del partito e del suo, ormai ex collega, Gianni Chessa.

Quest’ultimo, che al momento della nomina ad assessore aveva dovuto dimettersi da consigliere, ha cosi pagato la scelta di schierarsi col segretario Solinas a favore del patto con la Lega.

Dalla maggioranza esce, quindi, solamente Gabriella Deidda “per coerenza con la linea politica del Psdaz”.

Per quanto riguarda le posizioni dei partiti in Sardegna riguardo alle elezioni politiche del 4 marzo, si registrano posizioni nettamente contrari alle scelte dei partiti “nazionali” da parte di rappresentanti di due delle coalizioni.

“Prendo atto dell’imposizione in Sardegna di una figura estranea alla nostra Isola. Ho maturato perciò la decisione di ritirare ogni mia disponibilità alla candidatura. Ha prevalso una logica sbagliata e di chiusura”. Questa è la dichiarazione rilasciata da Michele Piras (LeU), dopo la decisione del partito di Grasso di candidare nell’isola Claudio Grassi, imponendo, di fatto, un “non sardo”. Assieme a Piras, hanno annunciato il loro ritiro dalla competizione anche gli esponenti di “Possibile”.

“Non avevamo chiesto alcuna poltrona ma il semplice rispetto del principio di territorialità votato a Roma”. “Per noi – conclude – sono valori non negoziabili il rispetto della nostra autonomia politica e la necessità che a rappresentare la Sardegna siano parlamentari sardi. Per questo motivo abbiamo deciso di ritirare la nostra disponibilità alla candidatura”.

Anche i Riformatori sono rientrati delusi dal vertice di Arcore, ed hanno annunciato , per bocca del coordinatore de partito, Pietrino Fois, che non si presenteranno alle elezioni politiche del 4 marzo. “Siamo fuori, non accettiamo i collegi uninominali che ci propongono e non faremo liste nel proporzionale. La coalizione non ha tenuto conto in nessun modo delle nostre richieste”, ha aggiunto.

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