Rubrica: ”Una strada, un personaggio, una Storia” – via Pietro Cavaro

Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata. Si potranno scoprire così le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna o Italiana tramite la loro biografia

di Annalisa Pirastu

La via Pietro Cavaro è una traversa di viale Marconi nella zona di Piazza Giovanni.

Pietro Cavaro nasce a Cagliari nell’ultimo quarto del XVI secolo.

La sua vita artistica si svolge in parte a  Barcellona,  dove la sua presenza è documentata nella città, nel 1508. La sua attività si svolge intorno al gremio dei pittori di quella città. La città di Barcellona pur essendo un importante approdo nel XV secolo, quando Pietro Cavaro vi si recò, aveva scarsa rilevanza da un punto di vista culturale, soprattutto a causa della decadenza successiva alla guerra civile del 1475.

Per l’arte di Cavaro fu fondamentale il suo soggiorno napoletano. Napoli, contrariamente a Barcellona, in quel periodo andava prendendo sempre più importanza: era infatti, all’epoca, la città più grande della Corona d’Aragona.

Qui Pietro si sposò con Isabella Godiel da cui ebbe il suo primogenito Michele, che diventerà a sua volta pittore. Anche lui farà parte del gruppo dei pittori di Stampace.

Dal 1512 le tracce dell’esistenza di Pietro Cavaro sono documentate a Cagliari.

Cavaro è il massimo rappresentante della cosiddetta Scuola Stampacina, importante scuola di pittura sarda, che prende il nome dal quartiere storico di Cagliari dove i pittori della famiglia Cavaro tennero bottega dal 15esimo al 17esimo secolo

Di Pietro Cavaro rimangono numerose opere importanti. L’opera forse più conosciuta è la Vergine dei Sette Dolori che si trova a Cagliari, nella chiesa di Santa Rosalia. Il dipinto faceva parte dell’omonimo retablo proveniente dalla chiesa del Gesù. Un’altra opera conosciuta è quella de I Santi Pietro e Paolo della Pinacoteca nazionale di Cagliari, provenienti dalla chiesa di San Giacomo e infine il retablo dei Consiglieri, ospitato a Cagliari nel Municipio.

La tavola raffigurante il Seppellimento di Cristo, realizzata intorno al 1520, è tornata a casa dopo un lungo periodo di peregrinazioni trascorso prevalentemente in Francia. Aveva lasciato la Sardegna oltre un secolo fa, dopo lo smembramento del retablo della “Madonna dei Sette dolori” di cui era parte.

Acquistata dal Ministero dei Beni culturali nel 2015, dietro proposta della Soprintendenza ai Beni storico artistici di Cagliari, si trova ora nella Pinacoteca della Cittadella dei Musei. Si è ricongiunta alla superstite “Deposizione” che è parte della collezione pubblica dal 1955.

Perchè l’ opera possa dirsi competa nella sua integrità originale, mancano però il Crocifisso e altre quattro tavole.

I capolavori del Cavaro però sono indubitabilmente il retablo di Villmar  datato dall’artista e firmato nel 1518, e il retablo del Santo Cristo d’Oristano, datato  1533.

Al Cavaro si attribuiscono altre opere tra le quali il “Sant’Agostino in cattedra”, il “Sant’Agostino orante” e la cosiddetta “Pietà di Tangeri”.

Gli è stato inoltre attribuito il retablo dei Beneficiati del duomo di Cagliari ma la stessa opera fu attribuita anche a Pedro Machuca e al Maestro di Ozieri, per cui il dubitativo è d’obbligo.

Secondo i critici d’arte, Cavaro fu probabilmente in contatto con gli ambienti del primo manierismo meridionale. Si può vedere nella sua opera la scuola di una cultura figurativa di carattere internazionale, che va da Perugino fino a Raffaello, in piena sintonia con quanto avveniva nel meridione italiano.

Pietro Cavaro morì a Cagliari nel 1537

 

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