In Sardegna la popolazione invecchia e diminuisce in numero di abitanti

Una ricerca della Cna evidenzia come siano circa 1.700 all’anno i giovani sardi che lasciano l’Isola in cerca di lavoro. In aumento la presenza degli stranieri, che sono circa 50.000, e che impiantano nuove aziende in Sardegna

di Antonio Tore

Il trend demografico negativo registrato nell’ultimo quinquennio in Sardegna è in continua e costante diminuzione. Dalle statistiche demografiche elaborate dal Centro Studi della Cna Sardegna, si evidenzia come gli abitanti  siano,  a fine 2017, un milione e 648mila residenti nell’isola, con una diminuzione di 4.835 abitanti rispetto all’anno precedente. La flessione riguarda, comunque,  gran parte dell’Italia ma la regione sarda, con una variazione netta del -0,29%, si colloca al di sopra della media nazionale (-0,16%), anche se al di sotto della media del Mezzogiorno (-0,39%).

Seppure in lieve crescita (dalle 2.152 unità del 2016 alle 3.700 nel 2017), i flussi migratori dall’estero (saldo tra arrivi e partenze da e verso l’estero) non sono stati sufficienti a bilanciare i pesanti effetti dell’invecchiamento demografico.

La presenza straniera in Sardegna è infatti ancora molto esigua (poco più di 50mila residenti, il 3% della popolazione, contro il 4% del Mezzogiorno e l’8% medio italiano); inoltre, restano ancora molto consistenti i flussi in uscita verso le altre regioni italiane (circa 1.700 unità all’anno), costituiti in prevalenza da giovani che lasciano l’isola per completare gli studi o cercare lavoro nelle regioni del Centro-Nord.

Sono, invece, in leggero aumento le imprese gestite da imprenditori stranieri. Al 31 dicembre 2017, stando alla ultima rilevazione Movimprese – sono registrate presso le Camere di Commercio isolane circa 10.337 imprese straniere.

All’origine del calo demografico regionale – rivela la ricerca della Cna Sardegna – vi è il deciso deterioramento del bilancio naturale, caratterizzato da una sensibile riduzione delle nascite.

Per il 2017 l’Istat stima 10.400 nascite (-1,2%) e un saldo naturale che passa da meno 5.616 del 2016 ad un valore stimato per il 2017 di 6.300 (+12,2%).

D’altra parte in Sardegna l’età media delle donne al momento del parto è pari a 32,4 anni, notevolmente maggiore del valore nazionale (31,8 anni) e anche il numero medio di figli (1,09) è inferiore al dato nazionale (1,34) e del Mezzogiorno (1,30) che, in ogni caso, sono pari a quasi la metà del livello di sostituzione generazionale (2,4).

Al primo gennaio 2018 in Sardegna gli anziani al di sopra dei 64 anni rappresentano il 23,2% della popolazione complessiva: in Italia la quota è del 22,6% e del 20,8% nel Mezzogiorno. L’età media della popolazione è di 46,4 anni, in Italia è di 45,2 e di 44 nel Mezzogiorno; l’indice di vecchiaia, che esprime il rapporto tra anziani e giovani, conta oltre 200 ultrasessantacinquenni ogni 100 ragazzi con meno di 15 anni, in Italia il rapporto è di 169 e di 153 nel Mezzogiorno.

Sempre più drammatica, poi, è la situazione giovanile: nel 2016 il tasso di disoccupazione giovanile ha infatti toccato il 56,3%, quota assai maggiore del dato nazionale, 37,8%, e del Mezzogiorno 51,7%.

Il processo di invecchiamento della struttura demografica rappresenta un problema pressante per la Sardegna – affermano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario della Cna Sardegna -: è ormai improrogabile l’implementazione di politiche mirate ad aumentare la componente giovanile, arrestando l’emorragia in atto ed aumentando la capacità attrattiva rispetto ad altri contesti territoriali”.

 

 

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