Sciopero dei medici pediatri di famiglia nei giorni 12 – 13 – 14 marzo 2018

La FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) -sezione regionale-, sindacato rappresentativo dei medici pediatri di libera scelta, ha proclamato lo sciopero regionale degli iscritti alla suddetta Organizzazione Sindacale nei giorni 12 – 13 – 14 marzo 2018 per protestare contro le inadempienze della Regione e dell’ATS Sardegna nell’assistenza primaria pediatrica, verso i pediatri di famiglia e gli assistiti. Pubblichiamo il comunicato stampa

di Antonio Tore

 

“La FIMP, innanzitutto, contesta alla Regione Autonoma della Sardegna di aver trascurato la politica sanitaria del territorio e rivendica il ruolo del Pediatra di Famiglia nelle Cure Primarie pediatriche

La pediatria di famiglia è da considerarsi una risorsa strategica del servizio sanitario al fine di garantire la tutela e la promozione della salute in età evolutiva. In questi anni, nell’ambito delle  cure primarie, si sono susseguite profonde modificazioni, indotte dal progressivo cambiamento della domanda di salute e dalle nuove esigenze organizzative ed economiche della Sanità, che richiamano, pertanto, la necessità di sostenere il ruolo e le modalità assistenziali della pediatria di famiglia.

Valutando la situazione complessiva si identificano alcune aree di criticità e di vincoli che gravano sui processi evolutivi in corso e che compromettono le future aspettative:

  • Le recenti misure di politica sanitaria regionale per l’assistenza pediatrica di base non garantiscono ai pediatri di famiglia la possibilità di utilizzare nella pratica professionale, in maniera uniforme e continuativa, le metodologie e gli strumenti finalizzati all’erogazione delle prestazioni di particolare impegno professionale (attività di self-help per eseguire alcuni esami di primo livello nel proprio ambulatorio utili per la gestione del bambino acuto, test allergologici e pneumologici nei pazienti a rischio per allergie ed asma, screening visivi ed ortopedici, bilanci di salute per il monitoraggio della crescita fisica e psico- affettiva del paziente in età evolutiva).                                                                                                                                        Tali prestazioni sono individuate negli Accordi Collettivi per la Pediatria e risultano fondamentali negli ambiti della prevenzione della salute del bambino, della gestione del rischio clinico e della sicurezza del paziente, limitando il ricorso al pronto soccorso in reali situazioni di emergenza ed alla strutture specialistiche ambulatoriali di secondo livello od alla rete pediatrica ospedaliera nei casi in cui si ritenga necessario un approfondimento diagnostico e/o il ricorso al ricovero ospedaliero.
  • La scarsa applicazione del modello di Governance Clinica mediante la quale, parafrasando la sua definizione, “le organizzazioni sanitarie si rendono responsabili del miglioramento continuo della qualità dei servizi e del raggiungimento-mantenimento di elevati standard assistenziali, stimolando la creazione di un ambiente che favorisca l’eccellenza professionale”.
  • Un inadeguato processo di analisi e di riarticolazione del sistema di offerta e delle risorse necessarie al mantenimento delle cure pediatriche.                                                                                      Si rimarca l’approssimazione e la mancanza di una corretta programmazione sanitaria posta in essere dalla gestione della Sanità nella Regione Sardegna, che seppure condizionata dal piano di rientro dal debito, continua a trascurare il reale fabbisogno delle prestazioni sanitarie da parte dell’utenza in età evolutiva, a causa della sottostima del fondo ad essa destinato.
  • La FIMP, inoltre, sottolinea che l’azione di protesta, nei confronti della Regione Autonoma della Sardegna e della ATS Sardegna, si è resa necessaria anche in considerazione della sospensione della corresponsione delle somme dovute per le prestazioni di particolare impegno professionale e dei bilanci di salute già eseguite e dalla inadeguatezza delle risorse per quelle da eseguire nel rispetto dei compiti previsti dei pediatri di famiglia.

Gli Accordi contrattuali pongono a carico dei medici pediatri di famiglia le prestazioni di particolare impegno professionale, dietro corresponsione dei compensi indicati nei relati allegati, allo scopo di contenere la spesa pubblica sanitaria, riducendo le spese derivanti dal ricorso alle cd. strutture sanitarie di secondo livello.

Accade, tuttavia, ripetutamente a partire dal 2015, che per asserita carenza di fondi a copertura della spesa per le prestazioni aggiuntive, queste ultime non vengano pagate, e, in ogni caso, senza darne, in prossimità del superamento della capienza dei fondi, tempestiva comunicazione ai pediatri, con la conseguenza che i professionisti, sono costretti a rivolgersi all’Autorità Giudiziaria competente per ottenere il riconoscimento del diritto al pagamento delle prestazioni medesime.

Poiché non può pretendersi che i professionisti debbano eseguire a favore dei propri assistiti le prestazioni suddette senza alcun riconoscimento economico è divenuta improcrastinabile un’univoca ed adeguata risposta da parte dei soggetti istituzionali ai rappresentati problemi connessi all’erogazione delle prestazioni aggiuntive e delle voci stipendiali previste negli Accordi contrattuali.

Si sottolinea inoltre che una previsione generica e generalizzata di un limite di spesa per le prestazioni, senza peraltro individuare anche i criteri selettivi dei soggetti che hanno diritto ad usufruire delle medesime prestazioni, comporta ingiustificate disparità di trattamento degli assistiti e si traduce in un grave danno per la stessa Azienda in quanto, a giudizio della FIMP tale limite di spesa va contro il principio di razionalizzazione della spesa pubblica e di contenimento del disavanzo.

La FIMP regionale per la prima volta in 30 anni circa di attività, sulla base dell’atteggiamento di totale chiusura della Regione e dell’ATS dopo oltre due anni di ripetuti tentativi di trovare risposte precise e responsabili alle domande poste nel risolvere l’ormai annoso problema dei fondi destinati all’Accordo Integrativo Regionale (AIR) ed alla remunerazione delle prestazioni aggiuntive e dei bilanci di salute, ha inteso intraprendere una specifica azione di protesta a tutela dei diritti dei pediatri iscritti all’Organizzazione e deli assistiti.

La FIMP, pertanto, essendo trascorsi i tempi previsti per le procedure di raffreddamento e conciliazione dopo la dichiarazione dello stato di agitazione dichiarato in data 29 gennaio 2018, ha proclamato lo sciopero in ambito Regionale, nel rispetto della normativa vigente, con le sotto-indicate modalità ed altre giornate di sciopero saranno proclamate a seguire nelle settimane e mesi successivi, fino ad ottenimento di adeguata risposta da parte delle pubbliche amministrazioni interessate.

Le modalità dello sciopero sono così articolate:

I medici pediatri del settore di assistenza primaria chiudono gli studi convenzionati per tre giorni, il 12 – 13 – 14 marzo 2018, dalle ore 8,00 alle ore 20,00.

I suddetti medici garantiscono, quali prestazioni indispensabili, come previsto dal comma 3 dell’art. 31 ACN vigente:

  1. visite domiciliari urgenti;
  2. l’assistenza domiciliare integrata;
  3. le forme di assistenza domiciliare programmata a pazienti terminali”.

 

Il segretario regionale della FIMP

Dott. Basilio Mostallino

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