Un altro cinghiale positivo alla trichinella ad Orgosolo

L’assessorato della Sanità, UDP E IZS rinnovano l’appello ai cittadini affinché si consumino carni e salumi controllati e di cui si conosca la provenienza”

di Antonio Tore 

Un altro cinghiale abbattuto ieri a Orgosolo, in località Maheddu, è risultato positivo ai controlli sulla Trichinella effettuati questa mattina, nei laboratori dell’Istituto zooprofilattico sperimentale (IZS) di Nuoro, su un campione prelevato dall’animale da parte dei cacciatori. Si tratta del secondo caso, nel giro di due settimane, in cui il pericoloso parassita è stato ritrovato nei cinghiali selvatici, sempre in agro di Orgosolo.

Appena venti giorni fa, invece, la trichinella era stata rinvenuta in due macro-campionature effettuate su un branco di maiali domestici al pascolo brado abbattuti, lo scorso 9 gennaio in località Pradu, durante un operazione di controllo del territorio promossa dall’Unità di Progetto (UdP) per l’eradicazione della Peste suina africana in Sardegna in collaborazione con la Prefettura e la Questura di Nuoro e con il personale dei corpi di polizia nazionale.


Consumare solo carni controllate. L’ennesimo ritrovamento dimostra che la presenza della trichinella fra suini domestici bradi e cinghiali è sempre più allarmante tanto che l’assessorato dell’Igiene e Sanità, l’UdP e l’IZS rinnovano l’appello a cittadini e consumatori: “Verificate sempre la provenienza sicura delle carni e dei salumi acquistati. Verificate che vengano da allevamenti certificati e rispettosi delle normative igienico sanitarie e veterinarie. Con la trichinella non si scherza: può infatti causare serie complicanze alla salute dell’uomo e, in casi estremi, può provocarne il decesso”.


La Trichinellosi è una zoonosi parassitaria del genere Trichinella. Presente in tutti i continenti tranne che nell’Antartico, è stata segnalata in più di 100 specie di mammiferi, 13 specie di uccelli, 3 specie di rettili. Colpisce più di 2.500 persone all’anno. Il parassita è presente in Sardegna, finora segnalato solo in agro di Orgosolo, dal 2005. Da allora ha causato il ricovero in ospedale, in tre distinti episodi, di 26 persone che avevano consumato carni di suino domestico non controllate.

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