Incendi 16 agosto: denunciato un dipendente di “Is Arenas Resort”.

Corpo Forestale: si era creato un alibi per nascondere il furto di una Porsche appartenente ad un cliente del resort dove lavorava.

di Antonio Tore

Ha provocato volontariamente quattro roghi particolarmente pericolosi nella pineta di Is Arenas, a Narbolia lo scorso 16 agosto, per nascondere il furto e il danneggiamento di una Porsche Macan appartenente a uno dei clienti nel resort in cui lavorava.

Questo il risultato delle indagini sugli incendi concluse del Corpo Forestale di Oristano che hanno portato alla denuncia di un trentacinquenne di nazionalità ucraina, impiegato stagionale nell’hotel ‘Is Arenas Resort’.

Alle 5 del mattino del 16 agosto, la Sala operativa dell’Ispettorato forestale, dopo la segnalazione delle fiamme nella pineta di Is Arenas, ha inviato sul posto le squadre antincendio e la pattuglia della Stazione forestale di Seneghe. La macchina antincendi ha spento rapidamente i focolai e messo in sicurezza il compendio forestale, evitando un possibile disastro a causa dello stato della vegetazione e delle condizioni meteo climatiche assai critiche e limitando il danno ad una superficie di poche centinaia di metri.

Subito il Nucleo Investigativo del Corpo Forestale (NIPAF) di Oristano ha avviato l’attività investigativa ricostruendo la dinamica degli eventi in stretta collaborazione con il personale del Resort.

L’ex dipendente dell’hotel, concluso il proprio turno a ferragosto, ha prelevato dalla reception le chiavi di una Porsche Macan, all’insaputa del legittimo proprietario che alloggiava nella struttura, e si è diretto verso Riola Sardo. Al rientro, probabilmente a causa dell’eccessiva potenza del veicolo, era uscito fuori strada danneggiando pesantemente il veicolo rinvenuto incidentato nella rotonda stradale della strada statale 292, in prossimità del centro abitato di Riola.

Nel tentativo di mascherare il furto commesso e l’origine delle evidenti ferite (ematomi e abrasioni in varie parti del corpo conseguenti all’esplosione dell’airbag), l’uomo aveva ingegnato di attribuire le lesioni all’impatto con la vegetazione nel tentativo di spegnere gli incendi che minacciavano la pineta ma che aveva lui stesso innescato per crearsi un alibi.

L’indagato rischia ora una pena variabile dai tre a sette anni di reclusione per il reato d’incendio doloso (articolo 423 bis del codice penale), mentre per i reati inerenti il furto ed il danneggiamento dell’auto, su cui ha effettuato le indagini l’Arma dei Carabinieri, la pena va dai uno a sei anni.

Commenta!

18 + diciassette =