Ramoscelli d’olivo sardi in piazza San Pietro a Roma

Saranno offerti in omaggio ai 120 mila  fedeli che assisteranno alla Santa Messa della Domenica delle Palme, presieduta dal Santo Padre. Uno straordinario omaggio voluto dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio che l’anno scorso era stato donato dalle Città dell’Olio della Liguria

 di Alessio Atzeni

Venti quintali di ramoscelli d’olivo sardi arriveranno in Piazza San Pietro a Roma e saranno offerti in omaggio ai 120.000 fedeli che assisteranno alla Santa Messa della Domenica delle Palme, presieduta dal Santo Padre. Uno straordinario omaggio voluto dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio che l’anno scorso era stato donato dalle Città dell’Olio della Liguria. Un passaggio di testimone che il prossimo 9 aprile vedrà protagoniste le 27 Città dell’Olio della Sardegna di cui fanno parte anche le Camere di Commercio di Cagliari e Sassari. Dalle valli di Lanaitto di Oliena alle pianure di Alghero, dai giardini del Villacidrese e di Bosa alle colline del Sulcis, passa la gara di solidarietà che in queste settimane sta coinvolgendo centinaia di persone. Proprio in occasione delle potature stagionali verranno raccolti i ramoscelli d’olivo, che non andranno in alcun modo a danneggiare le piante.

Gli assessori. “Si tratta di un riconoscimento molto importante per i numerosi territori della Sardegna che in occasione della Domenica della Palme saranno testimonial eccezionali della nostra Isola in uno dei momenti più sacri e toccanti della Cristianità. Tanti amministratori sardi saranno ambasciatori delle nostre tradizioni e porteranno in piazza San Pietro e davanti al Santo Padre un pezzo di storia agricola della Sardegna”. Lo ha detto l’assessore dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria, in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’evento, che si è tenuta oggi nel primo piano della Torre in viale Trento a Cagliari.

“Auguro a tutti gli organizzatori – ha proseguito l’esponente della Giunta Pigliaru – una buona riuscita dell’iniziativa, con la speranza che ogni contributo di conoscenza sulle nostre produzioni aiuti sempre di più a crescere il comparto olivicolo sardo e più in generale tutto il nostro agroalimentare”.

​”Il paesaggio olivicolo sardo – ha sottolineato ​l’assessore dell’Urbanistica Cristiano Erriu – rappresenta un valore aggiunto e produttivo ma anche culturale e identitario, che vede i Comuni attori attivi e ambasciatori di eccellenze. Con loro, la Regione lavora ad una candidatura del paesaggio olivetato a patrimonio dell’Unesco. Sarà un sigillo meritato e straordinario di promozione delle nostre biodiversità e di integrazione euromediterranea”.

Olivo simbolo di pace. Il dono dell’olivo ha un forte significato simbolico nella festa cristiana della Domenica delle Palme, un significato in cui il Cristo stesso, attraverso il suo sacrificio, diventa strumento di riconciliazione e di pace per tutta l’umanità. In questa chiave di lettura l’olivo diventa pianta sacra e sacro è anche l’olio che se ne ricava.

Le Città dell’Olio della Sardegna. Sono 27 le Città dell’olio della Sardegna: Alghero, Berchidda, Bolotana, Bosa, Dolianova, Escolca, Gergei, Gonnosfanadiga, Ilbono, Ittiri, Masainas, Oliena, Orgosolo, Orosei, Osini, Riola Sardo, Santadi, Seneghe, Serrenti, Sini, Uri, Usini, Villacidro, Villamassargia, Ussaramanna e le Camere di Commercio di Cagliari e Sassari.  “Dai lavori portati avanti in questi ultimi mesi dall’Associazione – ha spiegato il vice presidente nazionale delle Città dell’Olio, Valentino Carta –, i soggetti coinvolti saliranno presto a 29 con l’ingresso dei Comuni di Olbia e Giba”.

Il protocollo d’Intesa con la Regione. Il dono dei ramoscelli d’olivo si inserisce all’interno delle diverse iniziative di promozione che fanno seguito al Protocollo d’Intesa firmato lo scorso 27 giugno tra la Regione Sardegna, e nello specifico dagli assessorati dell’Agricoltura e degli Enti Locali, con l’associazione nazionale Città dell’Olio. L’accordo prevede una collaborazione per la promozione e la valorizzazione dei territori e della cultura del paesaggio olivicolo dell’Isola. Un’intesa che punta quindi da un lato allo sviluppo di un turismo dell’olio e dall’altro a far cogliere ai cittadini le numerose opportunità messe a disposizione dal Programma di sviluppo rurale. In base al protocollo, la Regione si è impegnata nelle politiche di promozione e valorizzazione per favorire la conoscenza delle produzioni tipiche anche attraverso attività di educazione alimentare, di conoscenza dei sistemi produttivi e dei prodotti, di attenzione alle comunità locali e al mantenimento del paesaggio attraverso le politiche di gestione e valorizzazione del territorio, secondo quanto predisposto dal Piano Paesaggistico Regionale.

All’iniziativa di oggi hanno partecipato, oltre ai rappresentanti delle Giunta regionale, il vice presidente nazionale delle Città dell’Olio, Valentino Carta, il coordinatore regionale delle Città dell’Olio della Sardegna e sindaco di Santadi, Elio Sundas, il direttore dell’ufficio per le Comunicazioni sociali della Diocesi di Cagliari, don Giulio Madeddu, e diversi rappresentanti delle amministrazioni coinvolte nel progetto.

 

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