Regione: “Sfruttare al meglio il Cup per smaltire le  liste di attesa per le visite mediche”

La Regione cerca di salvarsi in corner  scaricando il problema   per le lunghe lista di attesa per le visite mediche  alla disorganizzazione dei Cup che ha fronte dei 28 milioni stanziati pewr la loro organizzazione  sono evidentemente carenti. Chi deve porre rimedio a  questo non è dato sapere.

Redazione

Questo il comunicato che la Regione ha inviato alle testate giornalistiche:

“Occorre potenziare e sfruttare al meglio il Cup (Centro Unico di Prenotazione) informatico regionale per consentire lo smaltimento delle liste d’attesa. 

Un sistema CUP correttamente configurato e completo permette una notevole capacità di monitoraggio e di intervento per i vari livelli di governo, potendo conoscersi in tempo reale l’organizzazione e la disponibilità dell’offerta e intervenire tempestivamente laddove si riscontrano criticità di qualunque tipo, dalle carenze di organico all’indisponibilità della strumentazione, agli interventi strutturali”.

Lo afferma l’assessore della Sanità, Luigi Arru, che ha portato in Giunta una delibera che parzialmente corregge quanto stabilito per il contenimento delle liste d’attesa dal 2010 ad oggi.

RISORSE. “Le Asl – ricorda l’assessore – hanno avuto quasi 28 milione e mezzo di euro per far fronte al problema della prenotazione delle prestazioni sanitarie. A fronte di queste ingenti risorse, però, è mancata una adeguata sensibilizzazione dei medici prescrittori.

Il CUP regionale deve essere sfruttato meglio, ci deve essere una gestione distinta delle priorità in caso di primo accesso e la possibilità per l’erogatore della prestazione di attivare il protocollo di presa in carico e follow- up e, quindi, delle successive visite, senza ripassare per il sistema di prenotazione regionale”.

AGENDE. Con la delibera – approvata dalla Giunta – le risorse del Piano del 2010 vengono rimodulate e utilizzate per smaltire le liste d’attesa garantendo la prenotazione, su agende informatizzate sul sistema CUP regionale, di almeno il 90% delle prestazioni erogate di specialistica ambulatoriale, comprese le prime visite specialistiche, e dell’80% della totalità delle prestazioni erogate di specialistica ambulatoriale istituzionale e intramoenia (ad esclusione delle prestazioni di laboratorio analisi).

ATS. Le risorse destinate alle ex ASL saranno erogate interamente all’ATS e assegnate da questa alle aree socio sanitarie in coerenza con gli obiettivi assegnati”.

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