Rubrica:  Cagliari, “Una strada, un personaggio,  una Storia” – via Antonio Scano

Ogni settimana parleremo di una strada di Cagliari raccontando  la storia del personaggio a cui è dedicata. Si   potranno scoprire così   le persone,  molte volte sconosciute, legate alla storia di Cagliari  o Italiana tramite la loro biografia

di Annalisa Pirastu

La via Antonio Scano si lascia alle spalle piazzetta Mascia per terminare al semaforo che incrocia largo Gennari, correndo quando inizia via Palestrina.

Antonio Scano fu avvocato, scrittore, giornalista letterario e insigne politico,  nacque nel 1859 a Neoneli, da famiglia oriunda di Morgongiori. Ereditò dal padre l’amore per gli studi legali, dal padrino Giovanni Siotto Pintor, le migliori qualità per esercitare le professioni di avvocato e giornalista.

Fondò, sebbene molto giovane, il settimanale “La gioventù sarda” con Luigi Congiu e a seguire collaborò con numerosi giornali e periodici, tra i quali “L’Unione Sarda”. A vent’anni pubblicò un piccolo volume di versi.

Fu fondatore dell’ “Avvenire della domenica di Sardegna”, delle “Serate letterarie”, della “Vita sarda”, nelle quali si pubblicarono scritti giovanili di Grazia Deledda,  Enrico Costa e  Luigi Falchi.

Conseguì la laurea in giurisprudenza a Cagliari e  si dedicò alla professione forense e alla vita pubblica ma  non abbandonò mai le lettere e il giornalismo. Fu consigliere provinciale, poi eletto per varie legislature, dal 1904 al 1919, deputato dell’Ogliastra.

Con Enrico Costa diresse la “Biblioteca Sarda” e la “Stella di Sardegna”. Poeta raffinato scrisse libri che lo fecero conoscere ad un ampio pubblico, tra questi, “Il libro della vita” del 1905, una raccolta di sonetti. Nel 1932 scrisse “Viaggio letterario in Sardegna”.

Ebbe recensioni e articoli favorevoli di notissimi letterati, quali F. Pastonchi nel  Corriere della sera , G. Picciola nella Rivista d’Italia , A. Orvieto nel  Marzocco , R. Barbiera nella  Illustrazione italiana , M. Serao nel Giorno , A. Baccelli nel  Fanfulla della domenica , L. D’Ambra nell’ Italia .

Pubblicò, fra il 1927 e il 1936, cioè in età matura, le sue prose migliori. Dopo i bombardamenti di Cagliari dovette sfollare a Dolianova, dove restò per un anno, raccogliendo e ordinando in tre volumi, i suoi inediti.

Ritornò a Cagliari e morì nel 1954.

 

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