Rubrica: ”Una strada, un personaggio, una Storia” – Cagliari, via Emanuele Pessagno

Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata. Si potranno scoprire così le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna o Italiana tramite la loro biografia

di Annalisa Pirastu

Via Emanuele Pessagno, corre in senso inverso all’asse mediano di scorrimento costeggiando la pista ciclabile Su Siccu-Molentargius, confluendo poi in via Salvatore Ferrara.

Emanuele Pessagno figlio di Simone, signore di Passano, nasce a Lavagna in Liguria, da nobile famiglia genovese. Fin da giovane fu avviato alla carriera e alle arti marinaresche. Nel 1303 ebbe il suo primo comando di una galea. La galea o galera erano delle navi da guerra e da commercio, usate nel Mar Mediterraneo per oltre tremila anni. Tali navi erano spinte completamente dalla forza dei remi e anche dal vento, grazie alla presenza di alberi e vele. Nel 1360 Pessagno navigò fino in Inghilterra dove  ricoprì importanti incarichi nell’ambito della flotta di Edoardo II ed Edoardo III.

Trasferitosi in Portogallo fu al servizio del re Dionigi del Portogallo che nel 1317 gli conferì l’incarico di direttore delle costruzioni navali, oltre a quello di Ammiraglio comandante supremo della flotta. Un incarico molto ambito e di prestigio. Emanuele fu non solo un abile navigatore ma un valente tecnico navale, oltre che un ottimo ammiraglio e abile diplomatico presso la corte inglese. Nel 1337 Pessagno riprese il comando della flotta portoghese. In uno scontro navale con la flotta spagnola fu fatto prigioniero e recluso nel castello di Jerez per tre anni. Liberato, tornò alla corte portoghese di Alfonso IV dove ricoprì l’incarico di amministratore dei beni ecclesiastici.

Per il suo valore e il suo impegno il suo nome fu dato ad un cacciatorpediniere della Regia Marina italiana che operò attivamente durante la seconda guerra mondiale. Il cacciatorpediniere Pessagno effettuò 135 missioni di guerra, percorrendo complessivamente 52.463 miglia.

Emanuele Pessagno morì in data imprecisata lasciando, come previsto e richiesto all’atto della sua nomina, la carica di Ammiraglio ai figli che gli succedettero.

 

 

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