Sardegna: mercoledì di passione per i collegamenti aerei

I sindacati confermano lo sciopero Alitalia di un’intera giornata per mercoledì 5 aprile che avrà conseguente pesanti per la Sardegna. Saranno 28 involi cancellati solo per quel giorno. Problemi anche il giorno prima, cioè domani, e il giorno dopo cioè giovedì

di Sergio Atzeni

L’Alitalia conferma gli esuberi, cioè i futuri licenziamenti, di 2037 dipendenti di terra e annuncia già che ci saranno gli esuberi anche di 400 naviganti in solidarietà che scade a dicembre.
Quindi i sindacati confermano da parte loro lo sciopero di un’intera giornata per mercoledì 5 aprile che avrà conseguente pesanti per la Sardegna che vede 28 voli cancellati solo per quel giorno. Ma problemi ci saranno anche il giorno prima, cioè domani, e il giorno dopo cioè giovedì. Insomma a pagare per lo sciopero della compagnia di bandiera sono sempre i sardi e la continuità territoriale non può essere per questo affidata solo a un vettore ma a tutte le compagnie che accettano gli oneri di servizio. I monopoli, compreso quello marittimo, costano sempre ai sardi in termini di caro prezzo e mancanza di posti e questo deve finire una buona volta.

Il problema Alitalia non finirà certo con lo sciopero di mercoledì ma si prospetta un futuro pieno di nuvole nere per i collegamenti per le prese di posizione dei sindacati perché L’azienda chiederebbe ancora tagli salariali del 28% per i piloti medio raggio, 22% per i piloti lungo raggio e 32% per gli assistenti di volo. Quindi i sardi si devono preparare a giornate campali con seri danni economici per persone e e aziende che non potranno muoversi dall’isola. Le alternative delle altre compagnie praticamente non esistono per il giorno dello sciopero perché i prezzi sono alle stelle a patto che si riescano a trovare.

Il Governo sembra che si muoverà dal 6 aprile, il giorno dopo la buriana con una trattativa ‘no-stop’ da concludere, nelle intenzioni, entro il 13 aprile. il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, ha spiegato ai sindacati su Alitalia, spiegando che “Il 14 è la data entro cui va fatto partire il piano di ristrutturazione finanziaria: se non ci fosse un accordo la ricapitalizzazione non si attuerebbe e si andrebbe avanti con le date e la situazione diventerebbe più difficile”

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