Cagliari: venerdì, giornata di mobilitazione con corteo e concerto  di  “A Foras” contro le servitù militari

Corteo da Marina Piccola alle 10.30  a Piazza dei Centomila, dalle 15.00, nel colle San Michele si terrà un grande concerto con tante ore di musica e molti artisti rappresentativi di diversi generi musicali 

 di Antonio Tore

L’assemblea sarda “A Foras”, che riunisce comitati, organizzazioni e singoli individui impegnati contro le basi militari e l’industria della guerra nell’isola, chiama a raccolta tutti coloro che condividono gli obiettivi della chiusura totale dei poligoni militari, la riconversione della fabbrica di bombe di Domusnovas, le bonifiche e la restituzione delle terre alle comunità, per una grande giornata di mobilitazione con informazione, arte e musica che si svolgerà a Cagliari il 2 giugno.

Si inizia con un corteo che si muoverà da Marina Piccola alle 10.30 per arrivare a Piazza dei Centomila. Lungo il percorso sarà distribuito materiale informativo sul problema dell’occupazione militare in Sardegna e sulle forme di lotta che A Foras sta organizzando per i prossimi mesi.

Nel pomeriggio, a partire dalle 15.00, nel colle San Michele si terrà un grande concerto con tante ore di musica e molti artisti rappresentativi di diversi generi musicali: il pianista Patrizio Fariselli, fondatore degli Area; il sassofonista Enzo Favata, compositore e autore di colonne sonore, che da trent’anni porta nel mondo intero la Sardegna attraverso la sua musica tra jazz e world; i Menhir, gruppo storico del rap “in limba”; Dr. Drer e CRC Posse, il gruppo isolano raggamuffin più noto; il rapper sassarese Futta, che racconta la quotidianità e le tensioni sociali nell’isola; Nicola di Banari, cantautore noto anche come voce e autore dei Nasodoble; Claudia Crabuzza, cantautrice in catalano d’Alghero; gli Slim Fit, band cagliaritana attiva dal 2010 nel pop-rock elettronico e la tradizione del canto a tenore rappresentata dal “Tenore Luisi Ozzanu” di Siniscola.

Sarà inoltre allestita una mostra dell’artigianato e delle autoproduzioni locali, che rappresentano un piccolo esempio di economie etiche e sostenibili a partire dalle quali A Foras crede si debba ripartire dopo la dismissione di tutti i poligoni. L’ingresso al concerto è libero a offerta per l’autofinanziamento delle attività dei prossimi mesi.

E’ stata simbolicamente scelta la data del 2 giugno “per festeggiare un anno dalla prima Assemblea di A Foras caratterizzato non solo da manifestazioni contro i poligoni di Capo Frasca e Quirra, ma anche da una serie di incontri e assemblee nei piccoli e grandi centri, nelle università e nelle scuole e dalla pubblicazione di un dossier sul poligono di Quirra che documenta i gravissimi danni alla salute degli abitanti, all’economia e all’ambiente.  La scelta della data del 2 giugno vuole anche capovolgere la festa della Repubblica Italiana che dal 1956 ha unilateralmente imposto alla Sardegna  un carico di servitù militari attualmente pari a circa il 60% del totale italiano a fronte di una popolazione sarda che è, al momento, circa il 3% di quella italiana”.

“Una manifestazione, quindi, contro tutti gli eserciti e tutte le multinazionali che, anche con la complicità del governo regionale in carica e dei suoi predecessori, operano ogni giorno nell’isola traendo profitto dall’industria bellica e continuando a portare morte e distruzione nel mondo intero e sempre nuove ondate di profughi disperati verso le nostre coste. Uno Stato che, ad esempio, solo per il 2017 ha destinato circa 23 miliardi di euro per le spese militari, pari ad oltre 64 milioni al giorno (oltre l’1,5% del PIL). Mentre dall’altra si procede ad un sostanziale ridimensionamento degli stanziamenti per il diritto alla salute, e all’istruzione, università e ricerca riserva appena 5 miliardi di euro.

Sono oltre 40.000 gli ettari di territorio occupati dai poligoni militari,  a cui si aggiunge l’occupazione temporanea in occasione delle esercitazioni di un tratto di mare e di spazio aereo di oltre 20.000 kmq, grande quasi come l’intera Sardegna

Ultimamente la giunta regionale ha dichiarato di aver raggiunto una grande conquista con l’aumento a 4 mesi dello stop delle esercitazioni a Capo Frasca, oltre che lo sblocco dei fondi destinati agli indennizzi. Queste azioni rappresentano le briciole che lo Stato italiano ci concede in cambio del nostro silenzio sulla presenza militare nella nostra isola. A Foras lotta per il blocco delle esercitazioni 365 giorni l’anno. Lotta per la dignità di poter lavorare in una terra libera, non chiede gli indennizzi per non lavorare, ma i risarcimenti per non aver potuto lavorare e creare sviluppo fino ad oggi”.

 

 

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