La nave della droga Jupiter lascia il porto di Cagliari con un nuovo proprietario: si chiude così una vicenda misteriosa

Domenica 30 aprile dopo le 13,00 è prevista la partenza dell’unità Jupiter che mollerà gli ormeggi dal porto di Cagliari alla volta di Alessandria d’Egitto. È la fine di una vicenda iniziata nell’ottobre 2015 col sequestro della nave che batte bandiera delle Isole Cook.

di Siro Stani

La Jupiter era stata sequestrata nel mese di ottobre 2015 a seguito di una complessa operazione di polizia giudiziaria condotta dalla Guardia di Finanza e dalla Capitaneria di Porto di Cagliari, sotto la costante direzione della Procura della Repubblica di Cagliari – Direzione Distrettuale Antimafia.

All’interno della nave, in un locale nascosto ricavato all’interno dei doppi fondi delle casse di zavorra sotto la stiva, era stato occultato un ingentissimo quantitativo di sostanze stupefacenti, 22.000 Kg di Hascisc. Un sequestro record tra i più importanti mai effettuati in Europa.

Per rinvenire la droga, gli investigatori hanno sottoposto l’unità a lunghe perquisizioni con l’impiego di personale altamente specializzato e tecnologie di avanguardia, che hanno comportato lo sbarco dell’intero carico di granito che con astuzia era stato posizionato sui punti di ingresso ai nascondigli.

Nei primi mesi dell’anno 2017 il tribunale di Cagliari, sulla base delle schiaccianti fonti di prova a carico degli indagati e delle problematiche di sicurezza della navigazione e di tutela dell’ambiente per il prolungato ormeggio, ha decretato la vendita all’asta che si è conclusa con l’aggiudicazione nel mese di aprile. La custodia dell’unità è stata assicurata con continuità dal Comandante del Porto, anche con l’ausilio di personale tecnico, al fine di scongiurare la deperibilità del bene o l’insorgenza di problematiche ambientali e di sicurezza.

Il 24 marzo u.s. il Giudice penale del Tribunale di Cagliari, in giudizio abbreviato, ha impartito dieci esemplari condanne ad altrettanti membri dell’equipaggio di nazionalità siriana, nonché la confisca dell’unità e del carico. Al comandante sono stati inflitti venti anni di reclusione mentre agli altri membri pene durissime comprese tra i sei e i dodici anni.

Per Roberto Isidori, Comandante del Porto e Commissario straordinario dell’Autorità portuale “le circostanze investigative che hanno caratterizzato l’indagine costituiscono un caso pilota a livello nazionale e internazionale, sia per la massima celerità della vicenda giudiziaria che per i risvolti di diritto marittimo internazionale. La vicenda della Jupiter si è potuta concludere in maniera così favorevole” precisa Isidori “grazie alla piena sinergia tra le forze di polizia operanti, le Autorità amministrative portuali e l’Autorità Giudiziaria che hanno rappresentato un esempio per la tutela della legalità e dei fondamentali valori dello Stato, in materia di contrasto alla criminalità in campo internazionale”.

Giuseppe Pau, titolare dell’Agenzia marittima Pau Shipping che ha seguito le pratica di vendita della Jupiter si dice “soddisfatto per la favorevole conclusione dell’operazione. Non è stato facile trovare l’acquirente né muoversi in un contesto così complicato. Grazie alla collaborazione della Capitaneria e di tutto il mondo portuale una nave che poteva diventare l’ennesimo relitto nel nostro porto è diventata invece un’opportunità di lavoro”.

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