La proposta: Il fortino di Sant’Ignazio. Come passare dal degrado alla valorizzazione

 

Sulla sommità del Colle di Sant’Elia a 96 metri di altezza vi è il fortino di Sant’Ignazio. Un piccolo forte progettato e realizzato talmente in fretta che non si è mai avuto modo di ultimarlo.

La storia

In verità il primo forte venne edificato nel 1793 allorquando la flotta francese tentava di sbarcare a Cagliari e da qui partire per la conquista della Sardegna ma non fu terminato in tempo. Esso venne realizzato in venti giorni dal 7 al 27 gennaio del 1793

Nella primavera dello stesso anno si discusse molto sul futuro della struttura e alla fine si decise di accogliere la proposta dell’Ing. Franco che proponeva la realizzazione di un forte a pianta stellare con un fronte casamattato. I lavori procedettero a rilento tant’è che nel 1800 si avanzavano già delle proposte per smantellarlo, ritirando le guardie e togliendo i cannoni. Ma questa ipotesi venne respinta poiché la struttura rivestiva grande importanza per la difesa della città di Cagliari. Alcuni anni dopo l’immobile venne adibito a ospedale dei malati contagiosi, provenienti dal vicino Lazzaretto. Nel 1815 venne abbandonato e in tal modo iniziarono i primi furti e danneggiamenti. Nel 1848 l’ex fortino ospitò i Gesuiti che erano stati da poco espulsi dalle chiese cittadine di Santa Teresa e di San Michele. Poi il silenzio fino alla II guerra mondiale allorquando la struttura, vista la sua particolare posizione, venne utilizzata e presidiata dai militari che poco distante realizzarono la centrale DICAT per coordinare le batterie della costa. Il forte in questo periodo divenne sede di una stazione di avvistamento aereo tramite aerofano

Lo stato attuale

La struttura versa in un “consolidato” precario stato, Il degrado e l’incuria hanno accelerato i tempi di naturale “invecchiamento”di questo importante immobile a cui ha contribuito non poco la mano dell’uomo.  Infatti la fisionomia della fortino è stata alterata proprio da coloro che erano preposti a preservarla. Parliamo di organismi ministeriali. Infatti fra gli anni compresi dal 1989 al 1991, vennero maldestramente effettuati dei lavori di restauro della struttura e, per l’occasione non solo venne alterata l’inclinazione originale dei paraschegge dei merloni dei parapetti. ma venne svuotato l’interno della struttura casamattata nel tentativo di ritrovare una cisterna senza mai ripristinare i luoghi. Tale svuotamento ha causato un evidente indebolimento della struttura che ancora oggi attende urgenti interventi per il riconsolidamento del bastione casamattato meridionale

Cosa fare

Provvedere a ripristinare il sentiero di accesso dal faro di Sant’Elia, realizzare una rete dii illuminazione del fortino, restaurare la cinta muraria e l’unico bastione casamattato presente, recuperando al suo interno uno spazio chiuso. e presidiato dove allestire uno spazio turistico polivalente, con esposizioni tematiche e magari affidarlo a una o più, delle decine di associazioni di settore che sono presenti e operative a Cagliari e che da sempre attendono di poter svolgere il proprio lavoro per il benessere della città nella speranza che le blasonate associazioni nazionali non ci vogliano mettere il cappello e far fallire, come spesso accade, l’ìniziativa.

In altre parole affidare questo sito alle persone che hanno il desiderio di farlo per passione, per amore per la città. Un affidamento congruo ma temporaneo che potrà essere anche rinnovato solo in presenza di positivi e verificati risultati

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