Per soffocare il rogo e i fumi a Molentargius sarà utilizzata la terra

Due esposti alla Magistratura del Gruppo di Intervento Giuridico e del Comitato No Diossina

di Antonio Tore

Il rogo nel sottosuolo del parco di Molentargius, vicino alle abitazioni e a due scuole di Quartu Sant’Elena, dove da giorni l’aria è diventata irrespirabile a causa dei forti miasmi che si levano da una discarica sotterranea, sarà soffocato con la terra.

La decisione è stata presa durante la riunione del Centro operativo comunale (Coc) che durante la giornata ha discusso delle modalità di spegnimento dell’incendio sotterraneo a Molentagius, che da alcuni giorni sta esalando fumi potenzialmente pericolosi e tossici, creando effetti sgradevoli all’olfatto, ma anche preoccupazioni per la salute.

Dopo aver aperto un varco in mezzo alla vegetazione che oggi impedisce il passaggio in sicurezza, i mezzi di movimentazione del terreno dei Vigili del Fuoco, della Protezione civile e di Forestas, oltre a quelli messi a disposizione dal Comune, raggiungeranno la zona interessata.

Il Sindaco di Quartu S.E. ha prorogato la chiusura delle scuole di via Turati e via Palestrina sino a sabato 23 settembre, e comunque sino a quando il rogo non sarà stato eliminato e la zona bonificata. Quanto stabilito dal Coc, presieduto da Stefano Delunas, verrà ora discusso dal Consiglio comunale riunito in seduta straordinaria per esaminare la situazione.

Sulla vicenda sono stati presentati già due esposti in Procura a Cagliari, uno dell’associazione ambientalista Gruppo di intervento giuridico e l’altro del Comitato No diossina.

Il Comitato No Diossina, con il presidente Claudio Cugusi e il componente Roberto Cherchi, ha presentato l’esposto in Procura a Cagliari sui miasmi che si sprigionano dalla discarica sotterranea di Su Idanu, fumi che provengono dalla parte del parco di Molentargius che si affaccia sulla città di Quartu.

Nel caso venissero ravvisati gli “estremi di fattispecie criminose, anche omissive”, il Comitato chiede alla magistratura di “procedere penalmente nei confronti delle persone che verranno identificate come tenute alla vigilanza sulla salute pubblica e/o comunque responsabili dei fatti”.

Gli attivisti del Comitato ricordano nell’esposto che “da circa un mese i cittadini dei Comuni di Quartu S. Elena, Quartucciu, Selargius e Cagliari lamentano immissioni di folte coltri di fumo nero, con odore ammorbanti e soffocanti, provenienti da roghi e focolai di origine e causa sconosciuti, situati all’interno dal Parco di Molentargius. Il fenomeno – si legge nell’esposto – si è presentato dapprima in forma lieve, assumendo una particolare incidenza soltanto nelle ore notturne; ma da circa tre giorni ha assunto proporzioni preoccupanti, tanto da rendere l’aria irrespirabile anche negli ambienti domestici, specie la notte e la mattina presto, e costringere numerosi cittadini (specie quelli della zona di Santo Stefano) a rivolgersi alle cure mediche per bruciori agli occhi, nausea, tosse e malori da difficoltà respiratorie. Nella zona di Santo Stefano, in viale Colombo e più avanti sino al Margine Rosso, c’è un’aria irrespirabile da giorni. I residenti sono costretti a tenere le finestre chiuse, ma spesso non basta”, termina l’esposto del Comitato No Diossina.

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