L a Giunta Pigliaru perde pezzi:  Maninchedda si dimette

L’ assessore ai Lavori Pubblici ha confessato di aver  resistito nella sua carica  per amore della Sardegna, pur con grandi difficoltà  che sono però diventate ormai insopportabili

 di Annalisa Pirastu

L’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Paolo Maninchedda, ha rassegnato  le sue dimissioni dalla carica  con una lettera ufficiale , inviata al governatore Francesco Pigliaru.

Maninchedda si è sfogato dicendo di aver resistito sinora per amore della Sardegna, nella sua carica, pur con grandi difficoltà, che sono però diventate ormai insopportabili. Le accuse a volte esplicitate da parte dei partiti, ma anche della Giunta,  sulla sua presunta disponibilità ad accettare tutto pur di rimanere attaccato alla poltrona, lo hanno ferito profondamente.  Maninchedda rivendica di aver lavorato con passione e determinazione per cercare di migliorare, in primis, il modo di governare la Sardegna e dimostrare che agire in autogoverno porta delle responsabilità ma è l’unico modo per gestire al meglio la cosa pubblica. Proprio questo ha però portato al fraintendimento  di coloro che lo circondavano, che hanno voluto vedere nel suo impegno solo un modo per conquistare e mantenere il potere. Maninchedda usa la parola “ calunnioso” per evidenziare lo scollamento tra ciò che si era prefisso di fare e il modo in cui invece era additato da una parte della politica sarda. E’ stato proprio questo isolamento ideologico che gli ha reso insopportabile continuare nel suo operato e lo ha portato alle dimissioni.

L’ex Assessore si è occupato durante il suo mandato di  Abbanoa, dei  cantieri post-alluvione, dei lavori  stradali dei bandi riguardanti le piste ciclabili, del  piano dei porti e non ultimo della manutenzione straordinaria delle case popolari.

La lettera di tre pagine indirizzata a Pigliaru mette l’accento sulle sue dimissioni per cause  psicologiche e culturali, legate quindi a un certo modo di fare politica in Sardegna che non corrisponde alla sua visione.

Maninchedda spiega anche di sentirsi isolato  nella Giunta, per quanto riguarda la sua opinione sulle conseguenze della crisi dello Stato italiano sulla Sardegna. L’arretratezza dello Stato, i suoi anacronismi e il suo poter quasi illimitato non solo non produce risultati positivi ma minaccia le libertà dell’individuo e non si prefigge un progresso centrato sull’individuo.

Maninchedda scrive : “Le mie dimissioni hanno radici personali: sono molto stanco. Le leggi e l’attività tipica dell’ufficio non consentono periodi di riposo per gli assessori. È solo una scelta personale: voglio riprendere a vivere con ritmi umani e ad insegnare perché l’educazione è la base di qualsiasi rivoluzione e io voglio fare una rivoluzione non violenta, pacifica, serena, ma la voglio fare”.

Nella lettera l’ex assessore evidenzia di non aver  alcun rimprovero da muovere a Pigliaru.

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